La lingua madre cantata dai bambini: a maggio la finale del primo Festival della Canzone Algherese

C'è una magia silenziosa che si accende quando una lingua antica smette di essere un ricordo e passa, attraverso una melodia, sulle labbra dei più piccoli. Non è un semplice esercizio di memoria, ma il battito cardiaco di una comunità che decide di non disperdere la propria identità. Se ti fermi ad ascoltare, comprendi subito che la prima edizione del Festival della Canzone Algherese è un ponte vitale lanciato verso il futuro della città.

Il nome scelto per la rassegna, "Criatures i Minyons", racchiude tutto il senso di questa operazione culturale. Nel catalano di Alghero, la parola criatura conserva la sua radice latina (creatura, letteralmente "ciò che è stato creato") e viene usata per indicare con affetto i bambini più piccoli e fragili, mentre minyó definisce i fanciulli e i ragazzini. È esattamente a loro, alle nuove generazioni, che verrà affidato il palco del Teatro Comunale (storicamente noto come Teatro Civico) venerdì 29 maggio, a partire dalle ore 19:00.

L'architettura del Festival: chi sostiene la cultura A mettere in moto questa macchina organizzativa è l'Associazione Culturale Festival della Canzone Algherese APS. La sigla APS sta per "Associazione di Promozione Sociale": identifica una precisa qualifica giuridica del Terzo Settore riservata a quegli enti senza scopo di lucro le cui attività sono riconosciute dallo Stato come di spiccato interesse generale e di utilità per l'intera comunità.

Al fianco dell'associazione operano le istituzioni locali, che sostengono economicamente e logisticamente l'evento: l'Ufficio Politiche Linguistiche del Comune e la Fondazione Alghero. Quest'ultima è l'ente strumentale (il vero e proprio "braccio operativo") dell'amministrazione comunale, incaricato di gestire i siti museali, i teatri e di programmare lo sviluppo turistico e culturale del territorio.

Le selezioni e i quindici brani in gara Sotto la direzione artistica del Maestro Franco Cano, la fase preparatoria si è conclusa lo scorso 15 marzo. Una commissione interna ha ascoltato e valutato tutte le proposte arrivate, selezionando le quindici composizioni inedite che si contenderanno la vittoria finale davanti a una giuria qualificata.

A dare voce a brani che spaziano dal gioco alla natura, fino alla scuola e alla quotidianità, saranno giovanissimi solisti, duetti, scuole primarie e cori di voci bianche. Sul palco si alterneranno: Chloe Giorico con "Lo caragol estenterat", Francesca Idili e Sofia Scognamillo con "Dolor de matematica", Agata Circosta ed Eleonora Rubattu con "Lo gall", Aurora Simula ed Eleonora Ponti con "Lo petit girasol", Alice Marras ed Emma Frigau con "Lo grafi’ enjogassat", La Classe 3D della Scuola primaria "M. Immacolata" con "La copaça de xa Rosineta", Luna Carboni con "Un sol he pintat al cel", Il Coro voci bianche Lucia Priami con "Sabate’", Antonio e Francesco Morittu con "La botxa de paper", Francesca Zuddas con "La Mosca", Maria Amelia Pilo con "La janna de la perderà", Riccardo Silanos con "La baldufola", Mia Carta con "Tram Rock", Anna Ballone con "Qui candonga aqueix telejornal" e La Scuola dell’infanzia del Carmine con "Una gotera"

Per chi desidera partecipare a questa festa della lingua e assistere dal vivo alle esibizioni, i biglietti sono a disposizione a partire dal 1° aprile presso l'attività "Tot per la Musica", situata in via Lo Frasso 10.

Trasmettere un idioma minoritario attraverso la musica significa renderlo vivo, scuoterlo dalla polvere dei vocabolari per restituirlo all'emozione e all'allegria del gioco. Quante parole della nostra lingua madre rischiamo di veder svanire, se non troviamo la cura e la melodia giusta per farle cantare ai nostri figli?

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