Allarme nelle campagne sarde: concimi a +60% per la guerra. Cia: "Lo sconto sul gasolio è solo un tampone"

C'è un filo invisibile ma resistentissimo che lega le tensioni geopolitiche del Medio Oriente ai campi coltivati della Sardegna. Quando scoppia un conflitto armato, come quello attualmente in corso in Iran, l'onda d'urto non si ferma ai confini militari, ma si propaga istantaneamente sui mercati globali, colpendo al cuore l'anello primario della nostra sopravvivenza: l'agricoltura.

A tracciare la mappa di questa emergenza economica è la CIA Sardegna, diramazione regionale della Confederazione Italiana Agricoltori, una delle principali organizzazioni sindacali a tutela del comparto primario. La notizia di queste ore è l'accoglimento di una precisa richiesta dell'associazione: il riconoscimento di un credito d'imposta del 20% sugli acquisti di gasolio agricolo effettuati nel mese di marzo 2026.

La grammatica fiscale: cos'è il credito d'imposta Per afferrare la portata della misura, occorre tradurre il linguaggio dell'economia pubblica. Il credito d'imposta (la cui etimologia ci riporta al latino creditum, "ciò che è affidato") non consiste in un bonifico diretto sul conto corrente dell'imprenditore agricolo, bensì in un "buono" che lo Stato concede per abbattere le imposte future. Chi ha speso, per ipotesi, mille euro per rifornire i propri mezzi agricoli a marzo, avrà acquisito il diritto di versare duecento euro in meno al momento di pagare le imposte all'erario.

Si tratta di una boccata d'ossigeno vitale per un settore in cui i trattori e i macchinari divorano carburante quotidianamente. Un aiuto che in Sardegna assume un peso specifico ancora maggiore, poiché si scontra con il costo perenne dell'insularità (il divario logistico legato al trasporto merci via mare) e con le ferite inferte da stagioni climatiche sempre più estreme.

Oltre il tampone: i costi di produzione e i fertilizzanti La misura, tuttavia, non placa le preoccupazioni strutturali della categoria. Michele Orecchioni, presidente della Cia Sardegna, inquadra il provvedimento in una prospettiva temporale più ampia, scandendo le parole con realismo: «Bene questa misura nell’immediato, ma si deve andare oltre gli interventi tampone. Sono necessari sforzi aggiuntivi, quantomeno per i mesi di aprile e maggio, quando nei campi le attività si intensificano e la domanda di input energetici aumenta».

L'espressione tecnica input energetici non si limita al carburante che muove le macchine. La crisi mediorientale sta innescando una reazione a catena sui costi di produzione invisibili al consumatore finale, ma essenziali per garantire i raccolti. Orecchioni solleva infatti un problema critico: «Non si deve sottovalutare l’incremento degli altri costi di produzione, come nel caso dei fertilizzanti, con rincari fino al 60% per urea e azotati a causa delle tensioni in Medio Oriente». L'urea (un fertilizzante) e i composti azotati rappresentano la base biochimica dell'agricoltura moderna; l'azoto è l'elemento chimico chiave per lo sviluppo e la sintesi delle proteine nelle colture. Senza questi elementi, le rese nei campi crollerebbero vertiginosamente, innescando una crisi alimentare a cascata, soprattutto in filiere delicate come quella cerealicola e zootecnica.

La partita europea Le dinamiche del mercato agricolo non possono essere risolte esclusivamente all'interno dei confini regionali o nazionali. L'associazione di categoria sollecita le istituzioni affinché il Governo si faccia promotore a Bruxelles di una strategia comunitaria a lungo termine. La richiesta formale è quella di spingere per un "allentamento dei vincoli di bilancio europei", ovvero chiedere all'Unione Europea di permettere agli Stati membri di derogare (non osservare una norma o quanto meno un eccezione alla norma stessa) temporaneamente alle rigide regole del debito pubblico per immettere liquidità salvavita in settori strategici.

La vertenza aperta dalla Cia Sardegna ci pone davanti a una profonda contraddizione del nostro tempo. Se per garantire il cibo sulle nostre tavole – dalla spiga di grano al foraggio per gli animali – è diventato indispensabile l'intervento costante dello Stato attraverso sgravi fiscali per arginare i contraccolpi dei mercati globali, quanto è realmente solida l'attuale architettura della nostra filiera agroalimentare?

Cronaca

Il cappellino, le scarpe e l'estorsione: anatomia di una "baby gang" a Sassari
C’è un ossimoro linguistico, un cortocircuito di senso che la cronaca contemporanea ci ha costretto ad assimilare: "baby gang". Da una parte l'innocenza presunta dell'infanzia, dall'altra l'organizzazione criminale della banda. A Sassari, questo ossimoro ha assunto i contorni fisici di un'ordinanza di custodia cautelare, es...

Il fantasma delle Chiudende: la nuova battaglia sulle terre collettive in Sardegna
C'è un filo rosso, robusto e spesso insanguinato, che lega la storia della Sardegna dal 1820 ai giorni nostri. È il filo spinato dei recinti. Quando il re Vittorio Emanuele I promulgò l'Editto delle Chiudende, autorizzò di fatto la recinzione delle terre, cancellando con un colpo di penna secoli di consuetudini comunitarie ...