Expedition Africa, il sardo Telemaco Murgia sfida 500 chilometri di natura selvaggia

È l'unico atleta italiano iscritto alla gara in Sudafrica. L'allenamento tra Gallura, Supramonte e Ogliastra. Trekking, kayak e privazione del sonno. "La Sardegna è un laboratorio naturale perfetto".

di Pasqualino Trubia

Luogosanto – Cinquecento chilometri nel nulla. Niente assistenza esterna, niente sconti. In bicicletta, a piedi e in kayak. La bussola in mano e il sonno azzerato. Telemaco Murgia è l'unico italiano iscritto all'Expedition Africa 2026. È sardo, e ha trasformato la sua isola in un campo di addestramento.

La palestra di roccia L'avventura parte dalle montagne di casa. Murgia prepara la massacrante gara sudafricana macinando chilometri tra i sentieri della Gallura, le creste del Supramonte e i dislivelli severi dell'Ogliastra. La passione è nata tra i tacchi calcarei di Ulassai. La tecnica si è affinata a Cala Gonone. Oggi la base operativa è Luogosanto. Si pedala su fondi sconnessi, si marcia con i pesi sulle spalle e si impara a orientarsi sfidando il maestrale. La Sardegna si rivela una palestra completa: tecnica, selvaggia e imprevedibile.

La spedizione in Sudafrica La gara non perdona. L'Expedition Africa è una prova di sopravvivenza oltre che di velocità. I partecipanti devono coprire una distanza siderale, gestendo la fatica e i crolli fisici. Mountain bike, trekking, kayak e navigazione pura. Una preparazione totale, sostenuta da una squadra che unisce famiglia, compagni di allenamento e sostenitori locali.

Il ritorno a casa L'impresa ha le sue coperture finanziarie. Il main sponsor è Daniela Ciboddo, con il marchio Engel & Völkers Costa Smeralda. L'azienda ha scelto di legare il proprio slogan internazionale, "All Roads Lead Home" (Tutte le strade portano a casa), alla fatica dell'atleta sardo. Il significato dell'operazione è chiaro: spingersi in territori estremi per poi ritrovare la strada del ritorno. E la casa di Telemaco Murgia resta la Sardegna. L'obiettivo finale, chiusa la parentesi sudafricana, è riportare sull'Isola l'esperienza accumulata per sviluppare nuovi progetti legati al turismo attivo e alle discipline all'aperto.

Photogallery:

Cronaca