Il caso San Paolo accende lo scontro. Il partito di minoranza chiede l'istituzione di un albo ufficiale.
Cardi, Cocco e Di Gangi: "Basta zone grigie, serve un regolamento. Il Comune non penalizzi chi lavora da anni sul territorio".
di Pasqualino Trubia
Alghero – Un territorio, due comitati. L'incontro istituzionale tra il Comune e la neonata associazione dell'area San Paolo scatena la protesta dello storico Comitato Alghero Sud. Il cortocircuito riaccende il dibattito politico. Fratelli d'Italia va all'attacco e chiede regole certe per tutte le rappresentanze civiche della città.
Il vuoto normativo
Il problema non è il volontariato. È la burocrazia. Ad Alghero nascono gruppi spontanei per portare le voci dei quartieri e delle borgate nei palazzi del potere. Ma manca un riconoscimento formale. Non esiste un quadro normativo che metta ordine. Il risultato è la sovrapposizione dei ruoli, con inevitabili conflitti su chi rappresenti davvero i cittadini. La città non ha i numeri demografici per istituire le vecchie Circoscrizioni (i parlamentini di quartiere), quindi ha bisogno di un regolamento alternativo. Che a oggi manca.
La posizione del partito
I vertici cittadini di Fratelli d'Italia chiedono di mettere fine al far west delle sigle. Il coordinatore Pino Cardi traccia la linea:
«Occorre affrontare il tema con serietà e spirito costruttivo, riconoscendo il valore della partecipazione ma garantendo al tempo stesso regole uguali per tutti, trasparenza nei rapporti istituzionali e certezza nella rappresentanza territoriale».
Aprire le porte del Comune senza criteri precisi rischia di cancellare il lavoro fatto sul campo. Lo spiega il consigliere comunale Alessandro Cocco:
«Quando si instaurano interlocuzioni istituzionali senza un quadro normativo definito, si rischiano situazioni di incertezza che non aiutano né i cittadini né l’azione amministrativa e che finiscono per penalizzare proprio quelle realtà che da anni operano con continuità nei quartieri e nelle borgate».
L'ultimatum al Comune
La palla passa all'Amministrazione in carica. Marco Di Gangi, esponente del direttivo meloniano, fissa l'obiettivo finale in un appello diretto alla Giunta:
«Non possiamo permettere che la partecipazione civica resti in una zona grigia senza regole. Serve finalmente chiarezza, rispetto per chi opera da anni nei quartieri e un sistema che garantisca pari dignità e criteri certi per tutti. Per questo rivolgiamo un invito all’Amministrazione comunale affinché si contribuisca finalmente a portare a compimento il percorso di riconoscimento formale dei Comitati di Quartiere e di Borgata, adottando il relativo regolamento comunale e definendo criteri uniformi. Un percorso che, nonostante il succedersi di diverse amministrazioni comunali nel corso degli anni, non è mai stato perfezionato e che oggi diventa non più rinviabile per garantire una partecipazione democratica ordinata, efficace e realmente rappresentativa dei cittadini».