Bruxelles – Il battesimo europeo incassa gli applausi. Il Consorzio di Tutela del Pecorino Romano Dop fa il suo esordio ufficiale al Parlamento europeo. Sul tavolo c'è la difesa dei marchi, la guerra alle imitazioni e l'economia delle campagne.
Il palcoscenico francese
L'occasione è la tavola rotonda dedicata al ruolo delle Indicazioni Geografiche nello sviluppo dei territori. L'ha promossa l'europarlamentare francese Céline Imart per celebrare i cento anni del Roquefort, la prima denominazione d'origine riconosciuta in Francia nel 1925. La delegazione sarda, però, si prende la scena.
Il discorso e gli applausi
A rappresentare il Consorzio c'è il direttore Riccardo Pastore. Il suo intervento di fronte alla platea – formata da politici, funzionari della Commissione europea e produttori – punta sul valore del marchio e sull'economia reale.
Il Pecorino Romano, spiega Pastore, è:
«uno dei formaggi simbolo della tradizione casearia italiana e mediterranea, prodotto principalmente in Sardegna secondo un disciplinare rigoroso che lega il prodotto al territorio, alla pastorizia ovina e a pratiche tramandate nel tempo. Un modello che dimostra come le Indicazioni Geografiche siano non solo un presidio di autenticità, ma anche uno strumento moderno di sviluppo sostenibile e valorizzazione delle aree rurali».
Il discorso centra il punto. Il pubblico di Bruxelles accoglie l'intervento alzandosi in piedi per una lunga standing ovation.
Le sfide del mercato
Oltre le celebrazioni, restano i nodi commerciali. Il dibattito serve a tracciare le emergenze del settore agroalimentare continentale: difendersi dai falsi, garantire la sostenibilità ambientale e sociale, ottenere un sostegno strategico dall'Unione Europea. Il Consorzio ribadisce la sua linea. Il futuro del formaggio passa per la tutela dei pastori, il benessere animale e il legame inscindibile con la terra sarda.