Non è la solita retorica delle feste, quella che si scioglie come neve al sole appena si spengono le luminarie. No. Qui c’è qualcosa di più, qualcosa che ha il sapore della carne viva e della speranza ostinata. C’è il dolore, quello muto e bianco delle corsie d’ospedale, e c’è la risposta di una città che ha deciso di non voltarsi dall'altra parte.
Si chiama "La Befana dei Vigili", ma non lasciatevi ingannare dal nome folcloristico. È una battaglia. Una battaglia combattuta a colpi di giocattoli contro la noia, la paura e la malattia che troppo spesso rubano l’infanzia. Ieri, martedì 6 gennaio, gli agenti della Polizia Locale di Cagliari sono entrati al Microcitemico e al Brotzu. Non per fare multe, non per dirigere il traffico impazzito di questa nostra vita frenetica, ma per portare un sorriso lì dove un sorriso pesa quanto un macigno.
Cinquecento. Dico cinquecento giocattoli. Non numeri da inserire in un verbale. Sono cinquecento attimi di gioia strappati al silenzio. Sono stati raccolti grazie a quella generosità che, quando vuole, Cagliari sa tirare fuori dalle sue viscere migliori. Cittadine, cittadini, gente comune che ha capito una verità semplice e brutale: non si lascia nessuno indietro, specialmente se è piccolo, specialmente se è in un letto d'ospedale mentre fuori il mondo festeggia.
E bisogna ringraziarli, questi complici del bene. Bisogna fare i nomi, perché il bene ha bisogno di nomi e cognomi, non di anonimato. Un grazie che va ai negozi che hanno capito che il commercio non è solo scontrini: Macro, Città del Sole, Zorro, Dettagli e Cortesi Giocattoli. E alla Tipografia Stampalux srl, che ha messo l'arte grafica al servizio del cuore.
Ma c'è un dettaglio in questa storia che ti stringe la gola più degli altri. È il gesto dei bambini della Scuola dell’Infanzia "Su Planu". Piccoli uomini e piccole donne che hanno donato i propri giochi, i propri disegni, messaggi carichi di quell'affetto puro che solo l'innocenza possiede. Bambini che salvano bambini. C'è forse qualcosa di più potente, di più disarmante?
L'Amministrazione comunale e la Polizia Locale ringraziano, certo. Parlano di "spirito di solidarietà", di "comunità che sa unirsi". Parole giuste. Ma la verità la vedi negli occhi di chi riceve quel dono. La distribuzione è iniziata grazie al personale sanitario e non è finita qui. La "scopa volante" non torna in garage. Continuerà il suo giro negli altri presidi ospedalieri, finché ogni bambina e ogni bambino non sarà stato raggiunto.
Perché, alla fine, questo ci insegna la cronaca di una mattina di gennaio a Cagliari: che anche una divisa può farsi carezza, e che insieme, in questo strano e difficile mondo, si può ancora fare la differenza. Si può ancora accendere una luce nel buio. E scusate se è poco.