Cagliari, rifiuti sul demanio: una discarica abusiva scoperta dalla Guardia Costiera

Settecento metri quadrati di area demaniale marittima trasformati in discarica. Non in una zona marginale, ma in un tratto di litorale di pregio ambientale, dove il vincolo dovrebbe bastare da solo a imporre rispetto. È qui che i militari della Guardia Costiera di Cagliari hanno individuato un accumulo di rifiuti di vario genere, frutto non di incuria occasionale ma di un uso sistematico e illegittimo dello spazio pubblico.

L’intervento rientra nelle attività di controllo e tutela ambientale condotte sul territorio, ma il quadro che emerge va oltre la singola operazione. Le indagini successive hanno portato all’individuazione di due soggetti, titolari di una società, ritenuti responsabili delle violazioni accertate. A loro carico è scattata la segnalazione all’Autorità giudiziaria per occupazione abusiva di area demaniale marittima e per abbandono incontrollato di rifiuti.

Non solo sanzioni. Ai soggetti coinvolti è stata impartita l’immediata prescrizione di procedere alla rimozione dei materiali, dopo la catalogazione da parte del personale dell’ARPAS, passaggio necessario per consentire il corretto ripristino dello stato dei luoghi. Un atto dovuto, ma che arriva sempre dopo, quando il danno è già stato prodotto.

Il caso riporta al centro una questione che in Sardegna non è nuova: la distanza tra il valore proclamato dell’ambiente e il modo in cui viene trattato nei fatti. Il demanio marittimo resta un bene pubblico solo sulla carta se può essere occupato, degradato e sfruttato come area di risulta senza che nessuno se ne accorga per tempo.

L’operazione della Guardia Costiera si inserisce in un più ampio quadro di vigilanza a tutela dell’ambiente marino e costiero e della legalità sul demanio. Ma la domanda, inevitabile, resta sospesa: quante altre aree di pregio vengono usate come discariche silenziose finché un controllo non le riporta alla luce? E soprattutto, quanto costa davvero, in termini ambientali e civili, continuare a intervenire solo dopo che il danno è stato fatto?

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