CAGLIARI – La crisi di Eurallumina torna a scuotere il Sulcis e la politica nazionale. La Direzione regionale del Partito Democratico della Sardegna lancia un appello diretto al Governo Meloni dopo la protesta iniziata ieri sul silo n.3 dello stabilimento di Portovesme, dove un gruppo di lavoratori ha scelto una forma estrema di mobilitazione per chiedere risposte immediate sul futuro dell’azienda.
Secondo il PD, la situazione non consente più rinvii: i lavoratori attendono da settimane lo stanziamento dei fondi ministeriali necessari alla continuità operativa dell’impianto. Risorse indispensabili per garantire salari, utenze, sicurezza, pagamenti alle imprese dell’indotto e interventi ambientali, come previsto dalla normativa e come ricordato da sindacati e Rsu.
“Il tempo è finito: servono decisioni adesso”
Nel comunicato, la Direzione dem esprime “piena solidarietà ai lavoratori” e sottolinea che la protesta nasce da una esasperazione alimentata dall’inerzia istituzionale. Una realtà – osservano – che il territorio del Sulcis conosce da anni: ritardi, tavoli infiniti, promesse rimaste sospese.
Per i democratici regionali, la decisione del MIMIT di fissare il tavolo di confronto al 10 dicembre è “inaccettabile” e totalmente sproporzionata rispetto all’emergenza industriale in corso. Il rinvio, avvertono, rischia di aggravare una situazione già al limite.
Il rischio liquidazione e le misure del CSF
Secondo il PD Sardegna, senza un intervento rapido nella gestione commissariata – derivante dalle sanzioni del Comitato di Sicurezza Finanziaria – Eurallumina potrebbe scivolare verso scenari drammatici: liquidazione, fallimento, chiusura definitiva delle attività. Una prospettiva che avrebbe un impatto devastante su centinaia di famiglie, sulle imprese dell’indotto e sull’intero Sulcis Iglesiente.
Sul tavolo c’è anche il nodo degli investimenti industriali da oltre 300 milioni di euro, bloccati proprio dalle misure del CSF.
Le tre richieste del PD al Governo Meloni
Per evitare una crisi irreversibile, il Partito Democratico chiede tre azioni immediate:
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Convocazione urgente del tavolo ministeriale, non oltre le prossime ore, con MIMIT, CSF, MEF, Presidenza del Consiglio, Regione, sindacati e azienda.
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Stanziamento immediato dei fondi ministeriali dovuti per legge, necessari per garantire continuità operativa e salariale.
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Percorso chiaro e rapido per la revoca delle misure del CSF e per lo sblocco degli investimenti industriali.
“Il Sulcis non può più essere lasciato solo”
Il comunicato si chiude con una posizione netta: il territorio non può continuare a vivere nell’incertezza. “La politica – scrive la Direzione regionale del PD – deve assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere lavoro, dignità e futuro”. Il partito assicura che resterà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori finché non arriveranno risposte concrete.