Salmo: tra origini, provocazioni e successo nel panorama musicale italiano

«Sarei stato a Olbia, la mia città, avrei fatto tutto quello che fanno gli altri, come gli altri, cioè avere un lavoro part-time, con una famiglia disastrata e avrei fatto lo spacciatore». È una delle dichiarazioni più forti rilasciate da Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, durante un’intervista alla trasmissione Stories su Sky. Una frase che racchiude il peso delle sue origini e la forza di una traiettoria che lo ha portato dalle strade di Olbia ai più grandi palchi del rap italiano.

Nato e cresciuto in Sardegna, Salmo compirà 41 anni nel giugno 2025. Oggi è considerato uno degli artisti più influenti del panorama musicale nazionale, ma non ha mai rinnegato le sue radici. «Ero un bambino timido, con tutti i denti storti, molto magro», ha raccontato. «Un ragazzo con altalene particolari, a volte molto silenzioso, altre molto irrequieto».

Il suo percorso scolastico, per stessa ammissione, non è stato brillante: «Ero ripetente, un asino. Mi hanno bocciato un sacco di volte». Eppure, proprio quell’essere spesso il più grande della classe lo ha aiutato ad aprirsi. La scena musicale di Olbia, dominata da punk e metal, lo costrinse a mimetizzarsi: «Mi sono fatto la cresta per non sembrare uno sfigato con i pantaloni larghi».

Il rap come scelta controcorrente. «Oggi, se avessi 16 anni, non farei rap. È troppo normale. Farei il genere più sfigato che esiste», ha dichiarato, sottolineando quanto la sua scelta artistica sia stata dettata da una vera urgenza espressiva, più che da una moda.

Negli ultimi anni, Salmo ha allargato il proprio orizzonte artistico, avvicinandosi al mondo del cinema. Ha partecipato alla serie Gangs of Milano, sequel di Blocco 181, interpretando Snake, ex braccio destro di un boss della cocaina. «Il cinema è un’arma a doppio taglio. Ho avuto la fortuna di scegliere un personaggio senza droghe né alcol, per salvarmi la vita dopo».

La transizione dai videoclip alla recitazione non è stata semplice: «È un bel dolore, un bellissimo trauma. Simile alla musica, ma con tempi diversi. È molto più difficile recitare con battute e dialoghi veri».

Nel 2025, Salmo ha raccontato di aver deciso di sparire dai social: «Mi stavano uccidendo. Moriva la creatività». Ha vissuto isolato, su una collina, cercando di ritrovare sé stesso: «È sempre stata una brava persona. Solo che stava cercando di capirlo. Ora lo ha capito».

Un artista controcorrente. Salmo è noto anche per le sue provocazioni. Nel 2021, in piena pandemia, organizzò un concerto improvvisato a Olbia, attirando migliaia di persone senza mascherina. La Procura aprì un’inchiesta. Lui si difese: «Era un gesto istintivo, una forma di protesta contro lo Stato».

Nel 2025 è tornato a criticare l’autotune, definendolo «la furbata del secolo». «Non è possibile che si facciano hit in studio e poi dal vivo non si sappia cantare. Di che stiamo parlando?».

Per Salmo, la musica è anzitutto live: «È nata dal vivo. Non esiste fare musica e non saperla suonare dal vivo. È una sconfitta. Ti devi sacrificare, ti devi fare un culo così».

Il percorso di Salmo, tra provocazioni, isolamento e successi, mostra un artista in continua evoluzione. Dalle strade di Olbia alla ribalta nazionale, fino alla sperimentazione cinematografica, Maurizio Pisciottu resta una figura cardine della musica italiana. E lo fa senza mai rinunciare al suo essere ruvido, autentico, radicalmente sardo.

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