Un lampo di Leao ed il Milan riesce a centrare i tre punti a Cagliari. Troppo timida la reazione dei ragazzi di Pisacane.

  C’è un proverbio brasiliano che fa: “Quando la vita ti dà solo dei limoni, fai una caipirinha”. Vale per il Milan e per Leao: arrivato a Cagliari con una infiammazione all’adduttore destro che poteva degenerare in pubalgia. Significa niente accelerazioni, niente cambi di direzione, in pratica niente Leao. E invece, se si rivede il gol che ha deciso Cagliari-Milan, Leao non scatta, come in tutta la partita, ma controlla da fermo con il destro e calcia forte con l’altra gamba, la sinistra. Allegri può esserne fiero perché il Milan, come il suo 10, è stato concretissimo e ha fatto il massimo con quello che aveva: è partito malissimo, con un Estupinan da censura, ma si è stabilizzato presto, ha abbassato il ritmo della partita e ha rischiato poco. Alla fine, quello conta. Quello e un numero: 38, come i punti in classifica.

  Il Milan, aspettando l’Inter e il solito Bologna del destino, è primo in classifica. Rivediamo il gol, perché la partita non ha offerto molto altro di spettacolare. Siamo al 5’ del secondo tempo e il Milan cammina su un filo sottile. Fofana riceve da Saelemaekers e gioca verticale per Rabiot, che da destra cerca Leao. Rafa, sereno come un maestro zen, tocca con il destro e calcia forte con il sinistro. Troppo forte per Caprile. È il settimo gol stagionale e il settimo in carriera al Cagliari. La difesa ospite, alla seconda partita di fila senza prendere gol, ha fatto il resto. Il Milan ha tenuto palla per congelare il ritmo, si è chiuso bene e spesso ha fatto girare a vuoto un Cagliari senza fantasia e sotto ritmo nel secondo tempo. Due numeri, per dare un contesto. Il Milan è una delle tre squadre della Grande Europa imbattuta in trasferta (le altre sono Bayern e Betis) e ha vinto 11 partite su 18 partite: nelle 23 stagioni in cui lo ha fatto in passato, non ha mai chiuso al di sotto del quarto posto. Questa ad Allegri e Furlani farà piacere. Il Cagliari è partito forte. Minuto 1: tiro largo di Prati. Minuto 2: Palestra scappa a Estupinan e calcia fuori. Minuto 3: recupero alto e tiro di Prati senza mira. Brividi in mezza Milano. Senza ossigeno per respirare, con Estupinan in grande difficoltà con e senza palla, il Milan però è stato bravo a trovare un po’ di equilibrio e non rischiare fino al 32’, quando Adopo con un inserimento è arrivato a deviare di testa (piano e centrale) in area. Allegri si è messo tranquillo, non ha protestato quando Zappa si è calciato un pallone su un braccio (fattispecie non punibile) e ha avuto un brivido solo nel recupero, per un fallo in area di Rodriguez su Loftus-Cheek che sarebbe stato da rigore, se Leao non avesse cominciato l’azione in (leggero) fuorigioco. La partita, non esattamente uno show di Broadway, nel secondo tempo non è cambiata granché nemmeno con i cambi. Pisacane ha mandato dentro Borrelli e per cinque minuti ha giocato con Esposito dietro a lui e Kilicsoy, poi ci ha provato con Gaetano.

  Allegri ha dato 20 minuti a Füllkrug e per correre meno rischi possibile ha chiuso con Gabbia e Pulisic, che non stanno benissimo e nemmeno benino. Il tema non è cambiato: Milan in controllo e nessun tiro in porta. Addirittura, il Milan ha rischiato di segnare il 2-0 con Pulisic, che a quattro minuti dalla fine ha calciato su Caprile, e con Modric, che al 90’ ha calciato una punizione sul primo palo, non abbastanza per sorprendere Caprile. Se cercate i migliori in campo, la logica dice che Rabiot e Leao – gli uomini dell’azione del gol – saranno celebrati, ma spendete un pensiero per Saelemaekers e Modric. Alexis ha corso con due bombole di ossigeno, Luka ha sequestrato il pallone e ha deciso che, questa sera, tutti avrebbero giocato al suo ritmo.

Sport

Kiliçsoy con una splendida giocata regala la vittoria ai rossoblù
  Allo stadio "Olimpico Grande Torino" il Cagliari di Pisacane chiude il 2025 battendo in rimonta 2-1 il Torino e ottiene tre punti d'oro in chiave salvezza. La vittoria fuori casa per i sardi mancava dalla 4^ giornata col Lecce. Ha diretto il match Doveri della sezione di Roma 1. La partita: all'8' il Cagliari prova ...

Extratime Mr Simon: il Cagliari doma il Toro
A Torino, sotto un cielo che non regala niente, il Cagliari fa quello che deve fare: resiste, colpisce, incassa i tre punti. Il Toro ringhia, ma alla fine resta con la bocca vuota. Avvio di partita compatto, centrocampo intasato come un incrocio all’ora di punta. Pisacane sc...

Due punti persi per il Cagliari
  Alla fine del primo tempo il Pisa era passato in vantaggio con un rigore di Tramoni a causa di un tocco con la mano di Adopo all'interno dell'area di rigore rossoblù. Il Cagliari si è svegliato maggiormente nella ripresa. Questi sono due punti persi da parte del Cagliari... Ed ecco che cosa succede a furia di non chiudere le partite e a ...

La Why Company Martial Gym Alghero sul podio alla Coppa di Natale di Uri
Uri, Coppa di Natale di karate. Un palazzetto pieno, tatami ovunque, rumore di passi e di fiati corti. Più di 400 atleti, dai sei ai sessant’anni, divisi tra kata e kumite, cinture e categorie. Una giornata lunga, vera, fatta di oltre 600 prove gara su quattro materassine e diretta da più di trenta arbitri, regiona...