Il Cagliari registra la fase difensiva e arrivano i risultati.

  La difesa ermetica è stata la svolta. Quando il Cagliari è riuscito ad incassare il minimo sindacale ha sempre centrato il risultato. La chiave di volta di questo improvviso cambio di marcia nel reparto arretrato è impersonificata nella condizione del colombiano Mina. È vero, un giocatore atipico, con quella sua andatura caracollante, sempre alle prese con affaticamenti di vario genere che a fine partita lo costringono a far ricorso al ghiaccio per lenire il dolore, ma di una efficacia impressionante. Ha carisma, i compagni lo seguono senza batter ciglio e poi ha la capacità di irretire gli avversari al punto che spesso e volentieri anche elementi esperti sono indotti alla reazione. In questo contesto le espulsioni di D’Ambrosio e Rebic, rispettivamente a Monza ed alla “Unipol Domus” contro il Lecce nelle ultime due vittorie rossoblù, sono sinonimo di una situazione che porta la formazione cagliaritana a giocare in sovrannumero e dunque in situazione di vantaggio. Mina ha però anche il supporto dei compagni di reparto. 

  In primis Luperto. Quest’ultimo è stata una delle priorità richieste da Davide Nicola in estate per modulare la difesa. Le reminiscenze di Empoli nella scorsa stagione hanno giocato un ruolo determinante, considerato che Luperto era titolare inamovibile anche in Toscana con lo stesso allenatore. Se poi realizza (di schiena) anche una rete importante come quella di domenica scorsa contro il Lecce, che ha significato il vantaggio per il Cagliari, allora si ha un quadro completo della valenza di questo centrale. La linea arretrata si completa con Obert, giovane slovacco in crescita, anche lui in rete nell’ultimo turno, ma che a prescindere dal gol sta mostrando di essere in possesso di doti fisico-atletiche di buon livello. Espresse sino a qualche tempo fa esclusivamente nella nazionale di competenza. Ha acquisito la titolarità della fascia sinistra costringendo il tecnico ad avanzare di qualche metro più avanti il raggio d’azione di Augello. Una trovata comunque figlia del continuo studio del particolare da parte del tecnico.

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