Lo stadio di Giulini. È quello dedicato a Gigi Riva. E che dovrebbe nascere sulle ceneri del vecchio Sant'Elia. L'oculatezza dell'imprenditore lombardo è una garanzia per i tifosi sardi. Per la sua costruzione (oltre 200 milioni di euro) Giulini ha già in cassaforte, se l'opera andrà a buon fine, 50 milioni di euro approvati dalla Regione Sardegna e 10 dal Comune. Sul piano imprenditoriale un affarone. Meno per i contribuenti sardi. La concessione è per 50 anni. Poi il tutto tornerà alle amministrazioni pubbliche. Che si troveranno in mano un'opera da rifare radicalmente per vetusta'. Il canone annuale che Giulini ha previsto per una area così maestosa è di appena 50 mila euro. Cioè, poco più di 4 mila euro mensili. Un affarone per lui. Se consideriamo che la struttura comprenderà aziende di sua esclusiva pertinenza, come un hotel di lusso, piscina, ristorante vista mare, una spa. Ma il cosiddetto Pef (Piano Economico Finanziario) di Giulini, presidente del Cagliari calcio, prevede anche il diritto di superficie per tutto il mezzo secolo a venire del contratto. E qui, cominciano i problemi, come ha spiegato bene l'assessore comunale allo Sport, l'avvocato Giuseppe Macciotta (Pd). Questa clausola non può essere accettata. E inoltre, aggiunge Macciotta, il canone d'affitto è troppo basso. Ovviamente. Così, l'opera si è fermata. Ma Giulini, è un bravo imprenditore. E saprà cavarsela. Non per niente, secondo i dati ufficiali, per esempio, nel 2021 la Fluorsid ha fatturato 483 milioni di euro. Che non sono noccioline. La Procura di Cagliari ha intanto aperto due nuovi fascicoli sull'inquinamento delle aree di Macchiareddu mai bonificate dai dirigenti della Fluorsid. In conclusione, convengo che Cagliari abbia bisogno di un nuovo stadio. Mi auguro peraltro che tanta generosità di fondi pubblici trovi corrispondenza anche a Sassari. Per la Torres. Perché anche i tifosi della seconda città dell'isola hanno diritto ad uno stadio di qualità. Ci vorrebbe un altro Giulini. Magari senza azienda inquinante. Mario Guerrini.