I cronisti sardi a lezione per pesare le parole: a Sassari un vertice per cancellare i pregiudizi di genere dall'informazione

L'Ordine professionale e l'associazione Giulia chiamano a raccolta i giornalisti per scardinare gli stereotipi nei media. A Palazzo Ducale apre i battenti la mostra fotografica dedicata alle scienziate italiane.

I cronisti dell'Isola tornano sui banchi per imparare a pesare le parole e cancellare i pregiudizi di genere dalle pagine dei quotidiani e dai servizi radiotelevisivi. Giovedì 23 aprile, a partire dalle due del pomeriggio, la sala conferenze di largo Infermeria San Pietro a Sassari ospiterà un incontro formativo dedicato espressamente a chi fa informazione. Il vertice, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti della Sardegna in sinergia con l'associazione di categoria Giulia Giornaliste e l'Università degli Studi cittadina, garantirà ai partecipanti l'acquisizione di cinque crediti deontologici, ovvero i punti obbligatori che ogni professionista iscritto all'albo deve accumulare per certificare il proprio aggiornamento continuo.

Al centro delle tre ore di lavori c'è la necessità di scardinare le convenzioni verbali e narrative che nel corso dei decenni hanno sminuito, o del tutto oscurato, le competenze professionali femminili, relegandole ai margini della cronaca. Il dibattito si muoverà su binari normativi precisi, a partire dall'articolo 13 del Codice deontologico, la carta fondamentale che impone ai cronisti il rispetto delle differenze di genere. La discussione toccherà anche le direttive del Manifesto di Venezia, il documento che impegna le redazioni a garantire l'effettiva parità di presenze tra uomini e donne nei dibattiti pubblici e nei salotti televisivi, e i richiami della Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale contro la violenza di genere che individua proprio nei mass media uno strumento cruciale per la prevenzione attraverso l'uso corretto del linguaggio.

La cattedra sarà affidata a una platea di esperti, chiamati a scandagliare il fenomeno sotto diverse lenti professionali, in un dibattito coordinato dalla giornalista Maria Francesca Fantato. Dopo l'introduzione di Susi Ronchi, coordinatrice regionale di Giulia Giornaliste, i vertici dell'Ordine sardo, rappresentati dal presidente Giuseppe Meloni e dalla consigliera Rachele Falchi, tracceranno il quadro delle responsabilità deontologiche di chi scrive e del ruolo sociale della stampa. Seguiranno gli interventi di natura accademica e scientifica: la storica della medicina Eugenia Tognotti analizzerà le origini temporali degli stereotipi, mentre Rita Nonnis, direttrice della Chirurgia senologica dell'ospedale nuorese San Francesco, affronterà le distorsioni narrative nel campo della salute. Il programma ingloba inoltre l'apporto di Bruna Putzulu sui meccanismi che frenano le carriere femminili, l'esperienza della docente di fisica Valeria Sipala e le direttive di Maria Lucia Piga, direttrice del centro studi di genere dell'ateneo sassarese. Il quadro si chiuderà con le testimonianze dirette di due studentesse universitarie, Ilaria Cardia e Alice Roggio.

Un passaggio chiave della giornata sarà affidato a Maria Luisa Villa, che illustrerà i meccanismi operativi del progetto "Cento esperte". Si tratta di un vasto database digitale nato nel 2016 per fornire alle redazioni di tutta Italia un elenco di studiose e professioniste pronte per essere intervistate, partendo inizialmente dai soli settori scientifici e tecnologici per arrivare oggi a contare quasi cinquecento profili attivi in svariate discipline economiche e umanistiche. I volti di queste studiose saranno i protagonisti della mostra fotografica "Una vita da scienziata", curata dalla Fondazione Bracco, che verrà inaugurata giovedì stesso, alle cinque e mezza della sera, nella Sala Duce di Palazzo Ducale. L'esposizione, che chiuderà i battenti il prossimo 6 maggio, rappresenta la terza tappa sarda di un circuito itinerante già transitato nelle città di Cagliari e Olbia.

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