Si parte da Sorbolo Mezzani, paese di pianura affacciato sul Po, e per quasi due terzi di
giornata la corsa è una linea dritta: la pianura padana che scivola verso Piacenza, senza
un metro di salita per oltre cento chilometri, e in fondo l'Oltrepò ad aspettare. Il via vero
scatta alle 13:03, e bastano sedici chilometri perché la fuga prenda forma. Vanno in
cinque, e dopo mezz'ora hanno un minuto e quaranta: Chantal Pegolo, Marjolein van 't
Geloof, Alison Jackson, Sara Luccon e Gaia Segato. È un drappello senza ambizioni di
classifica ma non senza qualità. Jackson ha vinto la Roubaix del 2023, le trevigiane
Luccon e Segato inseguono la copertina, Pegolo è la più giovane di tutte. Il gruppo le
lascia fare e il margine cresce fino a otto minuti e mezzo, poi si ferma lì.
Ci provano due coppie a movimentare la lunga attesa, prima Sara Fiorin con Robyn Clay,
poi Eleonora La Bella con Giorgia Serena. Rimbalzano contro il passo della testa e
tornano indietro una a una. Davanti restano le cinque, unite, mentre la pianura finisce e
cominciano le prime rampe dell'Oltrepò.
A una cinquantina di chilometri dall'arrivo, dove la strada inizia appena a ondularsi, la
corsa ha il suo spavento. Una caduta porta a terra un drappello di atlete: cade prima una
compagna della maglia rosa, poi la stessa Anna van der Breggen. La leader si rialza illesa,
resta ferma a bordo strada con le compagne intorno, poi riparte. Il gruppo della rosa
scivola a quasi un minuto e mezzo dal plotone, ma è un attimo: van der Breggen rientra, e
qualche chilometro dopo è di nuovo al sicuro nel cuore della corsa.
Intanto davanti la Lidl-Trek prende la testa del gruppo, la Team Visma | Lease a Bike si
porta sotto, e il vantaggio della fuga cala con metodo, pochi secondi a ogni chilometro.
A
Zavattarello le cinque si contendono il traguardo volante e Luccon le batte tutte in una
volata in miniatura. Poi arriva Pietragavina, terza categoria, a ventisette chilometri
dall'arrivo, la salita che la tappa aspettava per dire qualcosa.
Sul muro stretto nel bosco la Movistar accende il ritmo e la fuga si sgretola. Luccon e van
't Geloof si staccano e scivolano indietro fino a rientrare nel plotone, e allo scollinamento
davanti restano in tre, Pegolo, Jackson e Segato, aggrappate a una manciata di secondi.
Dietro, in mezzo alla salita, il gruppo va di nuovo a terra in una seconda caduta, ma si
ricompatta e riparte.
E la discesa verso Salice Terme riscrive tutto. A venti chilometri dall'arrivo le tre hanno
solo tredici secondi e sembrano condannate: il plotone è lì, la cattura è questione di curve.
Ma proprio in quell'istante è una mossa della UAE Team ADQ a ribaltare la corsa. Scatta
per prima Silvia Persico, poi affonda il colpo Elisa Longo Borghini; le due raggiungono il
terzetto e cominciano a tirare come due disperate. Davanti adesso sono in sette, con
anche Célia Gery e Lucinda Brand salite sul treno, e il vantaggio che doveva azzerarsi
torna invece a salire, fino a trentacinque secondi.
A fare l'andatura restano solo loro, Longo Borghini e Persico, e non per la tappa ma per la
classifica: ogni secondo strappato è tempo guadagnato sulle rivali rimaste dietro. Nel
plotone nessuna squadra si prende la responsabilità dell'inseguimento, i cambi della
guardia si rincorrono senza decidere, e i secondi non scendono.
Solo nel finale il gruppo si organizza e torna sotto. Il margine crolla, le velociste si mettono
in posizione, e a cento metri dall'arrivo la ripresa sembra fatta. Ma la UAE Team ADQ
mette il tappo davanti al plotone e ne soffoca lo slancio: l'inseguimento si impasta proprio
sull'ultima riga, e le sette si salvano per un soffio. Il lavoro delle due UAE, partito per la
classifica, finisce per consegnare la tappa al gruppetto.
Resta la volata. La spunta Célia Gery, che taglia il traguardo a braccia alzate, i pugni
serrati al cielo e la bocca aperta nell'urlo. Alla sua sinistra, battuta, c'è Lucinda Brand;
dietro, nello stesso tempo, Pegolo e Jackson. Longo Borghini e Segato, spente dallo
sforzo, pagano tre secondi: chi ha trascinato la fuga non la vince, ma l'ha tenuta in piedi
fino al traguardo. Il gruppo arriva a otto, con la maglia rosa al sicuro.
In classifica generale non si muove quasi nulla. Van der Breggen resta in rosa e l'ordine di
vertice è quello del mattino. L'unica crepa è di Longo Borghini, che lima cinque secondi e
porta il distacco a 2'07", sempre sesta.
Ordine d'arrivo
1 Célia Gery FDJ United-SUEZ 3:51:13
2 Lucinda Brand Lidl-Trek s.t.
3 Chantal Pegolo Isolmant-Premac-Vittoria s.t.
4 Alison Jackson St Michel-Preference Home-Auber93 s.t.
5 Elisa Longo Borghini UAE Team ADQ 3"
6 Gaia Segato Vini Fantini-BePink 3"
7 Lara Gillespie UAE Team ADQ 8"
8 Chiara Consonni Canyon//SRAM zondacrypto 8"
9 Millie Couzens Fenix-Premier Tech 8"
10 Josie Nelson Team Picnic PostNL 8"
Classifica generale
Pos. Atleta Squadra Distacco
1 Anna van der Breggen SD Worx-Protime 23:40:36
2 Demi Vollering FDJ United-SUEZ 1'00"
3 Antonia Niedermaier Canyon//SRAM zondacrypto 1'24"
4 Isabella Holmgren Lidl-Trek 2'01"
5 Marlen Reusser Movistar Team 2'03"
6 Elisa Longo Borghini UAE Team ADQ 2'07"
7 Niamh Fisher-Black Lidl-Trek 2'33"
8 Femke de Vries Team Visma | Lease a Bike 2'38"
9 Monica Trinca Colonel Liv AlUla Jayco 3'21"
10 Urška Žigart AG Insurance-Soudal Team 3'26"