Alta tensione nel Partito Sardo d'Azione a Sassari: la base sfida il presidente e pretende la convocazione del congresso straordinario

Il segretario provinciale Gavino Gaspa attacca i ritardi dei vertici nazionali e appoggia la richiesta avanzata dal settanta per cento delle sezioni locali. Nascono intanto tre nuovi presidi politici a Ploaghe, Osilo e Ossi.

La federazione provinciale del Partito Sardo d'Azione va all'attacco dei vertici nazionali. Durante la riunione di coordinamento che si è tenuta nella sede di via Roma a Sassari, il segretario Gavino Gaspa ha messo sul tavolo la questione che sta agitando il partito: la richiesta di un congresso nazionale straordinario, un'assemblea generale per ridiscutere la linea politica e le nomine dirigenziali, invocata dal settanta per cento delle sezioni locali e acclamata durante il raduno del 23 maggio scorso alla Fiera di Cagliari. Il coordinamento sassarese ha votato all'unanimità un documento ufficiale per sostenere con forza questa richiesta, fissando una scadenza operativa ben precisa: il congresso si deve tenere entro il mese di settembre del 2026.

Lo scontro politico si consuma sull'interpretazione delle regole interne. Gaspa ha puntato il dito contro il presidente del partito, accusandolo di frenare l'iter trincerandosi dietro la necessità di dover prima verificare la regolarità del tesseramento e degli atti inviati dalle sedi locali. Per il segretario sassarese si tratta di una giustificazione inaccettabile: leggendo l'articolo 17 dello statuto, ha ricordato che il presidente ha l'obbligo formale di convocare l'assemblea tramite comunicazione scritta ogniqualvolta lo chieda la maggioranza delle sezioni. I controlli burocratici sulle iscrizioni, ha precisato Gaspa citando l'articolo 20 delle regole interne, spettano invece esclusivamente al segretario nazionale, la figura che ha il compito di coordinare e sovrintendere agli organi di partito. Una resistenza che ha spinto la dirigenza di Sassari a lanciare un avvertimento chiaro, augurandosi un passo indietro dei vertici: "in un Partito come il PSd’Az, non si può non tenere conto di una volontà espressa legittimamente dalla stragrande maggioranza degli iscritti. La nostra Democrazia interna ne uscirebbe letteralmente sconfitta".

Archiviata la polemica sui vertici, la riunione si è concentrata sulle dinamiche territoriali, a partire dall'analisi delle recenti elezioni amministrative, dove il partito ha registrato un risultato considerato ottimo nel comune di Porto Torres nonostante il difficile contesto politico in cui si è tenuta la competizione. Un traino che la dirigenza attribuisce al lavoro sul campo dei dipartimenti tematici, i gruppi di studio interni creati per sviluppare proposte specifiche: da un lato le iniziative culturali coordinate da Antonello Lai, protagonista dell'organizzazione di "Sa Die" a Porto Torres, dall'altro gli incontri territoriali promossi da Tore Piana per affrontare la crisi dell'agricoltura e della pesca.

Proprio da queste assemblee pubbliche è nata la spinta per radicare ulteriormente il partito nei paesi della provincia, portando all'approvazione unanime per la nascita di tre nuovi "nuclei sardisti", le cellule operative di base che sorgeranno a Ploaghe sotto la guida di Silvano Multinu, a Osilo con Antonello Pittalis e a Ossi con Nino Derudas. L'allargamento della struttura organizzativa procederà di pari passo con l'attivazione di nuove aree di studio e di programma. La dirigenza sassarese ha infatti stabilito che a partire da settembre diventeranno pienamente operativi tre nuovi dipartimenti tematici, che avranno il compito di elaborare proposte su industria ed energia, sull'organizzazione della sanità e su questioni economiche complesse come il sistema fiscale, la fiscalità di vantaggio per le imprese isolane e l'introduzione di monete complementari. 

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