L'ondata di sbarchi sulle coste sarde allarma la Lega: i deputati denunciano l'emergenza sicurezza e invocano Salvini al Ministero dell'Interno

I parlamentari Di Rubba e Giagoni portano il dossier a Roma puntando il dito contro il collasso dei centri di accoglienza e i rischi per l'ordine pubblico lungo la strada statale 131.

Il susseguirsi degli approdi di migranti sulle coste della Sardegna solleva la protesta formale della Lega, che denuncia la crescente pressione logistica sui centri di accoglienza isolani. L'allarme è stato lanciato attraverso una nota congiunta firmata da Alberto Di Rubba, deputato e commissario regionale del partito, e dal collega parlamentare Dario Giagoni. I due esponenti politici hanno annunciato l'intenzione di trasferire il dossier sulle scrivanie del governo nazionale per sollecitare un intervento diretto sulla gestione dei flussi che interessano il territorio regionale, garantendo l'applicazione di misure per il controllo delle frontiere.

La questione strutturale si intreccia con quella della sicurezza urbana e viaria. Il deputato Giagoni ha puntato l'attenzione sulle ricadute pratiche della presenza di stranieri irregolari al di fuori delle strutture di contenimento. “La Sardegna è una terra accogliente, ma non può essere lasciata sola ad affrontare un fenomeno di questa portata. La presenza incontrollata e continua sul territorio crea, innanzitutto, una forte situazione di insicurezza per le strade, come vediamo quotidianamente lungo le arterie principali, come la 131, ma anche nelle piazze, nelle vie, esponendo i nostri cittadini a rischi continui di vario tipo da parte di immigrati irregolari", dichiara Giagoni, facendo esplicito riferimento alla viabilità sulla statale Carlo Felice, la principale arteria di collegamento dell'isola. L'esponente leghista ha poi rimarcato la necessità di potenziare gli equipaggiamenti a disposizione delle divise: "Non possiamo tollerare che le nostre comunità vivano nel timore o che l'ordine pubblico venga compromesso. È fondamentale sostenere con fermezza il lavoro delle forze dell'ordine e di tutti gli operatori impegnati sul territorio, assicurando strumenti adeguati per gestire una pressione che richiede risposte serie, concrete e strutturali”.

Sul fronte prettamente politico, il commissario regionale Di Rubba ha utilizzato il comunicato per rilanciare l'azione del segretario federale Matteo Salvini, richiamando i provvedimenti adottati in passato dall'attuale ministro dei Trasporti per bloccare l'immigrazione clandestina. La difesa si è allargata al caso Open Arms, il procedimento penale in corso al tribunale di Palermo che vede Salvini imputato per aver negato lo sbarco ai migranti a bordo della nave dell'omonima organizzazione non governativa spagnola. “Sul tema dell’immigrazione la linea della Lega è sempre stata chiara. Matteo Salvini, da ministro dell’Interno, ha dimostrato che con determinazione e controllo delle frontiere è possibile ridurre gli sbarchi e contrastare l’immigrazione clandestina. Lo abbiamo visto anche con la vicenda Open Arms, difendere i confini dello Stato e contrastare l’immigrazione irregolare non è un reato, ma un dovere di chi è chiamato a governare", ha affermato Di Rubba, chiudendo l'intervento con una precisa richiesta istituzionale per il vertice del dicastero romano della sicurezza: "Auspichiamo che Matteo Salvini possa tornare presto al Viminale: la sua esperienza e i risultati ottenuti rappresenterebbero un valore aggiunto per rafforzare ulteriormente l’azione del Governo su un tema fondamentale come quello dell’immigrazione”.

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