Scontro sui cani in aereo, Ghirra interroga Salvini: "Ryanair si adegui alle nuove regole"

L'Enac ha autorizzato il trasporto in cabina anche per gli animali di grossa taglia. La compagnia irlandese si rifiuta. La deputata dei Progressisti: "Nessuna discriminazione per i padroni, il ministro garantisca l'uguaglianza dei diritti".

di Pasqualino Trubia

Roma – Il cane sale in aereo, ma solo se lo decide la compagnia. La deputata Francesca Ghirra (Alleanza Verdi e Sinistra) porta il caso in Parlamento con un'interrogazione scritta indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Al centro della polemica c'è il braccio di ferro tra le nuove direttive dell'Enac (l'Ente nazionale per l'aviazione civile) e le regole ferree di Ryanair.

La regola e l'eccezione Nel corso del 2025, l'Enac ha cambiato le carte in tavola. Le nuove linee guida permettono ai passeggeri di portare con sé in cabina cani e gatti, compresi quelli di taglia media o grande. Niente più viaggi in stiva, a patto di rispettare le norme di sicurezza e il benessere dell'animale. La fattibilità tecnica è stata persino testata a settembre con un volo Milano-Roma che ha imbarcato due cani sopra i 10 chili.

Ryanair, però, ha detto no. La principale compagnia low cost in Europa ha dichiarato ufficialmente che non consentirà l'ingresso dei cani a bordo (fatta eccezione per i cani guida per non vedenti). Il motivo addotto dai vertici irlandesi è puramente gestionale: problemi burocratici, sanitari e gestione delle allergie a bordo. In sintesi, come ha affermato la stessa compagnia, «è troppo complicato».

L'attacco in Parlamento Francesca Ghirra non ci sta e chiede l'intervento del Governo per piegare le resistenze dei vettori aerei. «Le linee guida di ENAC intendono armonizzare la disciplina del trasporto di animali domestici alle esigenze reali di milioni di cittadini, risparmiando a chi sceglie di viaggiare in aereo di far volare il proprio amico a quattro zampe nella stiva o di dover scegliere un altro mezzo di trasporto» dichiara la parlamentare. «Sappiamo che è possibile far viaggiare in cabina anche cani di grossa taglia, non si capisce perché la principale compagnia aerea low cost operativa in Italia e in Europa non voglia garantire questo servizio ritenendolo troppo complicato».

L'appello a Salvini L'interrogazione, depositata il 3 marzo 2026, chiede a Salvini di uniformare le regole in nome dei diritti dei consumatori e dell'immagine turistica dell'Italia. «Chiediamo al Ministro Salvini di intervenire per superare la disparità tra la normativa ormai più aperta e le scelte gestionali delle compagnie, per garantire uguaglianza di trattamento dei cittadini, dei diritti dei consumatori e di coerenza dell’azione regolatoria dell’Ente pubblico, ma anche per rafforzare un'immagine della nostra industria turistica e del sistema paese come pet-friendly».

Ghirra chiama in causa le competenze ministeriali per evitare disparità di trattamento tra chi vola con compagnie diverse: «È necessario verificare che l’attuazione delle norme da parte delle autorità competenti e delle compagnie aeree non generi discriminazioni ingiustificate per i cittadini proprietari di animali domestici: confido che il Ministro si attivi per promuovere un quadro regolatorio chiaro e uniforme sul trasporto di animali domestici sui voli commerciali, garantendo la sicurezza e il benessere degli animali e dei passeggeri».

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