Palazzo dei Congressi, il "caso plastica" dalle denunce allo sgombero. Cronaca di uno scontro tra veleni e Var

Gennaio 2026: Forza Italia attacca sullo stoccaggio dei rifiuti a Maria Pia. Dieci giorni dopo l'area è libera. Tedde esulta: "Merito nostro". Daga replica citando La Fontaine: "Noi lavoriamo, voi siete come la mosca cocchiera".

ALGHERO – Per capire come si è arrivati allo sgombero dei rifiuti plastici dal piazzale del Palazzo dei Congressi, bisogna riavvolgere il nastro di qualche giorno. La vicenda, che ha tenuto banco sui social e nelle aule di consiglio, si chiude oggi, 19 gennaio, con l'area di Maria Pia finalmente libera. Ma il percorso è stato accidentato, segnato da una battaglia politica che non si è fermata nemmeno davanti al risultato ottenuto. Ecco le tappe della contesa.

10 Gennaio: l'allarme di Forza Italia. La miccia si accende (o meglio, si riaccende) dieci giorni fa. Il 10 gennaio 2026, il gruppo consiliare di Forza Italia (Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini) lancia un grido d'allarme. Gli azzurri denunciano una «situazione in peggioramento» in un contesto di «elevatissimo pregio ambientale». Parlano di «fuoriuscita di liquidi, percolati, residui oleosi» a seguito delle piogge e contestano le «fantasiose dichiarazioni» dell'Assessore all'Ambiente, che aveva promesso una risoluzione rapida. L'opposizione minaccia di rivolgersi alle autorità preposte, definendo l'area non più un deposito temporaneo ma una «potenziale emergenza ambientale».

Settimana scorsa: la promessa in Consiglio Nel mezzo, c'è stato il Consiglio Comunale. In quell'occasione, il Sindaco Raimondo Cacciotto, l'assessore Raniero Selva e il presidente della Commissione Ambiente Christian Mulas avevano giocato a carte scoperte, anticipando che si sarebbe proceduto alla rimozione della plastica in tempi brevi. Mulas oggi rivendica il risultato: «promessa mantenuta».

19 Gennaio: area libera e rivendicazioni incrociate. Arriviamo a oggi, 19 gennaio 2026. I camion hanno portato via l'ultimo sacco e il piazzale è vuoto. Ma se la plastica è sparita, la polemica resta.

Da una parte c'è Forza Italia, che con il capogruppo Marco Tedde si intesta il merito politico dell'operazione. «Le denunce e le segnalazioni di Forza Italia hanno conseguito l'obiettivo», scrive Tedde. Per l'ex sindaco, l'eliminazione della discarica è la prova che «le preoccupazioni espresse dagli azzurri algheresi erano fondate» e che l'opposizione ha svolto il suo ruolo di stimolo. Insomma: se si sono mossi, è perché noi abbiamo alzato la voce.

Dall'altra c'è la Giunta, che risponde per le rime. L'assessore Enrico Daga affida a Facebook una replica al vetriolo, scomodando la letteratura francese. Pubblica la foto dell'area sgombra e attacca: «Prima hanno urlato al “disastro ambientale”... poi quando l’area è stata liberata, provano a intestarsi il merito». Daga definisce l'atteggiamento dell'opposizione «cialtroneria in purezza» e paragona gli avversari alla «mosca cocchiera» della favola di La Fontaine (e Fedro). Quella mosca che, ronzando intorno ai cavalli che faticano in salita, si convince di essere lei a trainare il carro. «Come se avessimo avuto bisogno della mosca cocchiera a ricordarcelo», chiosa l'assessore, rivendicando di aver gestito, la giunta, un'emergenza nazionale (il blocco dei ritiri Corepla) evitando di «sommergere le vie di Alghero di plastica».

Domani: la conta finale. La palla passa ora alla Commissione Ambiente, convocata per domani mattina. Lì, carte alla mano, si capirà se la «mosca» ha davvero spinto il carro o se il carro, semplicemente, stava già andando per la sua strada.

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