Nel pomeriggio il Palazzo di Città ospita la terzultima tappa del tour istituzionale per ridisegnare la rete dei servizi sociali e sanitari. Al tavolo i sindaci e i direttori delle Asl.
Le politiche di assistenza sociale dell'Isola, rimaste immutate nella loro architettura fondamentale per quasi due decenni, si preparano a un drastico aggiornamento. Oggi pomeriggio, alle sedici in punto, il Palazzo di Città di Sassari ospita un vertice istituzionale per discutere la bozza del nuovo Piano regionale dei servizi alla persona, il documento programmatico che stabilisce le regole, l'organizzazione e la distribuzione dei fondi per gli aiuti alle fasce più fragili della popolazione nel triennio compreso tra il 2026 e il 2028. A guidare i lavori è Alessandra Todde, presente nella sua duplice veste di governatrice della Sardegna e di titolare ad interim dell'assessorato alla Sanità.
L'appuntamento sassarese rappresenta la sesta e terzultima tappa di un giro di consultazioni promosso dalla Giunta per confrontarsi direttamente con le amministrazioni locali. Attorno al tavolo siedono i sindaci, gli amministratori comunali e i vertici delle Aziende sanitarie locali, dai direttori generali a quelli preposti alla cura del comparto socio-sanitario. Sono inoltre presenti i responsabili tecnici e direttivi degli Ambiti Plus, acronimo che identifica i Piani Locali Unitari dei Servizi, ovvero i consorzi territoriali attraverso i quali i Comuni si associano per gestire e innescare materialmente gli interventi di natura sociale per conto della Regione.
La bozza in esame arriva sui tavoli dopo un vuoto normativo prolungato: a quasi vent'anni dall’approvazione dell’ultimo Piano di settore, l'amministrazione centrale mira a varare uno strumento di programmazione moderno e strutturato in stretta coerenza con il Programma regionale di sviluppo 2026-2029, il documento principe che detta le linee economiche e strategiche dell'intera legislatura. L'ossatura del nuovo testo è stata elaborata incrociando i contributi dei vari enti operativi sul territorio con le direttive degli uffici regionali competenti in materia di salute, politiche abitative, pubblica istruzione e lavoro. L'obiettivo tecnico della manovra è quello di superare i vecchi compartimenti stagni della burocrazia per arrivare a una reale integrazione tra l'assistenza puramente sociale e le cure mediche, unificando le reti di protezione attorno alle necessità del cittadino.