Sardegna e rinnovabili: Un appello alla ragionevolezza

CAGLIARI - Recentemente, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sollevato la questione della resistenza in Sardegna alle proposte di nuovi impianti elettrici da fonti rinnovabili, chiamando alla ragionevolezza. Abbiamo compreso e rispettiamo il suo punto di vista, ma ci sentiamo in dovere di invitare lo stesso Ministro a una maggiore ragionevolezza. La sostenibilità non è solo energetica, ma anche culturale, storica, e riguarda le risorse finanziarie. Al 30 giugno 2023, le richieste di connessione presentate a Terna S.p.A. ammontano a 718, con una potenza totale di 56,08 GW. Di queste, 450 sono per impianti solari (21,01 GW) e 268 per impianti eolici, sia terrestri (15,07 GW) che marini (20,00 GW). Ciò rappresenta un incremento di oltre 29 volte la capacità attuale della Sardegna, stimata in 1,93 GW. La realtà è che questa quantità di energia eccessiva non potrebbe essere utilizzata, trasportata o conservata in modi attualmente fattibili. E chi paga per l'energia non utilizzata? I contribuenti, attraverso le tasse. Mentre le società energetiche possono guadagnare, proponiamo un approccio diverso: che sia lo Stato, in collaborazione con le regioni e gli enti locali, a pianificare l'installazione di impianti in base ai reali bisogni energetici. Seguendo le corrette procedure di valutazione ambientale, i siti potrebbero poi essere assegnati tramite gare d'appalto, garantendo una gestione efficiente e responsabile del ciclo di vita degli impianti. Invitiamo il Ministro Pichetto Fratin a considerare questa proposta, affinché insieme possiamo adottare una strategia migliore per il futuro energetico della Sardegna. Firmato, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) - Stefano Deliperi.

Cronaca