La Grande Boucle saluta le montagne nel modo più solenne. Da Le Bourg
d'Oisans si snoda la frazione regina, la più dura dell'intera edizione: 170,9
chilometri e oltre cinquemilaquattrocento metri di dislivello, quattro Gran
Premi della Montagna di cui tre Hors Catégorie, con il Col du Galibier a 2642
metri a fare da tetto della corsa e la novità del Col de Sarenne ad annunciare
il secondo arrivo consecutivo all'Alpe d'Huez, questa volta senza i ventuno
tornanti affrontati il giorno prima. Il cielo minaccia temporali e ogni discesa, su
strade rese viscide dalla pioggia, diventa un'insidia.
Il via ufficiale scatena subito la battaglia per la fuga. Sulle prime rampe del
Col de la Croix de Fer si muovono in sei, ma la salita lunghissima rimescola
le carte e davanti resta un gruppo folto e mobile. È qui che Richard Carapaz
(EF Education-EasyPost) accende la giornata: l'ecuadoriano scatta a caccia
dei punti che valgono la maglia a pois e transita per primo allo scollinamento,
guadagnando venti lunghezze pesantissime verso il traguardo di Parigi.
In
discesa la Decathlon CMA CGM Team prova un primo affondo con Tiesj
Benoot, che prende qualche metro sul gruppo Maglia Gialla, ma una caduta
senza conseguenze del belga, subito rialzatosi, ne interrompe sul nascere il
disegno tattico.
Alle sue spalle si consuma un'impresa nell'impresa. Mads Pedersen (Lidl-
Trek), staccato sulle rampe, rientra sul gruppo Maglia Gialla dopo aver perso
pochissimo su una salita alpina, poi si invola verso il traguardo volante e lo
conquista, mettendo di fatto in cassaforte la Maglia Verde. Esaurito il compito,
il danese si rialza e lascia strada agli altri.
Davanti Carapaz non si accontenta. Scortato con generosità da Ben Healy,
l'ecuadoriano passa in vetta anche sul Col du Télégraphe e poi sul Galibier,
dove il ritmo dell'irlandese sgretola il gruppetto di testa. Restano con lui Sepp
Kuss (Team Visma | Lease a Bike), Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe),
Juan Ayuso (Lidl-Trek) e Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM Team),
mentre gli altri cedono uno dopo l'altro.
Nel gruppo dei migliori comanda la UAE Team Emirates-XRG. Adam Yates,
ristabilito dopo i giorni difficili, e poi Felix Großschartner tengono un'andatura
regolare, ma il vantaggio dei battistrada non scende e si avvicina ai cinque
minuti.
La corsa per la vittoria e quella per la classifica generale procedono
ormai su binari separati. La giornata intanto presenta il conto anche a chi lotta
più indietro: nel tratto verso il traguardo volante si ritira Ilan Van Wilder
(Soudal Quick-Step), che al mattino occupava la dodicesima posizione della
generale, mentre già in precedenza aveva alzato bandiera bianca Pascal
Ackermann (Team Jayco AlUla).
È sul Col de Sarenne che il finale prende forma. La Decathlon CMA CGM
Team porta all'attacco Paul Seixas, che prova a staccare Isaac Del Toro nella
lotta per il podio e la Maglia Bianca. Il messicano accusa il colpo, ma Tadej
Pogacar si affianca al giovane compagno e non lo abbandona: il campione
del mondo, ormai certo del suo Tour, si trasforma in gregario e rallenta più
volte per riportarlo sotto. Seixas insiste, poi paga lo sforzo e perde contatto;
nel finale della salita è Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a
muoversi per primo tra gli uomini di classifica.
Davanti, intanto, il duello si accende. Sepp Kuss stacca Carapaz e scollina in
testa al Col de Sarenne con 20" di margine, guadagnandosi il premio di
combattivo di giornata. Ma la discesa verso l'Alpe d'Huez gli è fatale.
All'uscita di un tunnel l'americano scivola e rischia di finire in un burrone,
trattenuto soltanto dalle protezioni a bordo strada; poco più avanti commette
un secondo errore, sbattendo contro un muretto e una rete. In entrambi i casi
si rialza e riparte, ma perde secondi preziosi, e Carapaz lo raggiunge e lo
supera. L'ecuadoriano si lancia sull'ultima, breve ascesa e vola verso il
traguardo: alza le braccia al cielo, i pugni chiusi e la bocca spalancata in un
urlo. È la sua seconda vittoria in questo Tour e la maglia a pois è ormai
saldamente sulle sue spalle.
Alle sue spalle Evenepoel, che scuote la testa comprendendo di aver sfiorato
il colpo, si conferma il secondo uomo della corsa. Terzo, nonostante le
cadute, chiude un generoso Kuss. Poco dopo arrivano appaiati e sorridenti
Pogacar e Del Toro, ripresi quasi sulla linea da Lenny Martinez (Bahrain
Victorious), che anche oggi aveva ricevuto la borraccia dalle mani del padre
Miguel. Seixas giunge invece a quasi tre minuti, superato in volata dai due
della Lidl-Trek, ma la sua quarta posizione resta intatta.
L'Alpe d'Huez consegna così un podio ormai definito: Tadej Pogacar veste il
giallo verso Parigi, con Del Toro terzo e in Maglia Bianca e Seixas ai piedi del
podio. Resta soltanto la passerella conclusiva.
Ordine d'arrivo:
1. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) 4h59'39"
2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +26"
3. Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike) +31"
4. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) +1'05"
5. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +1'05"
6. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +1'07"
7. Jai Hindley (Red Bull-BORA-hansgrohe) +2'15"
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +2'55"
9. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +2'55"
10. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +2'55"
Classifica generale:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 72h53'44"
2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +6'26"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) +9'42"
4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +11'56"
5. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +13'02"
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +14'59"
7. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +17'48"
8. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) +20'00"
9. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) +29'28"
10. Jordan Jegat (TotalEnergies) +33'21"