Il muro di cemento dell'Anas sui sottopassi pedonali: la nuova tangenziale rischia di tagliare in due la periferia di Alghero

Il Comune incassa il rifiuto della società stradale e tenta una mediazione offrendosi di gestire le opere. Il comitato dei cittadini denuncia l'assenza di garanzie e le incognite sul traffico: risposte insufficienti rispetto alla velocità dei cantieri.

I cantieri avanzano, ma le garanzie per i residenti restano al palo. Il tracciato della nuova tangenziale, l'arteria stradale destinata a deviare il traffico pesante e di transito fuori dal centro abitato di Alghero, rischia di trasformarsi in una barriera insormontabile per la mobilità pedonale. Il nodo nevralgico è emerso nel pomeriggio di lunedì 20 aprile, durante il vertice svoltosi nelle stanze del municipio tra il comitato cittadino "Tangenziale 291 Alghero", guidato dal presidente Donato Capuano, l'assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Francesco Marinaro e il titolare dell'Urbanistica Roberto Corbia. Sul tavolo c'era l'esito della trattativa con l'Anas, l'ente nazionale di Stato incaricato di costruire e gestire la rete viaria. La società ha respinto in modo netto, e senza fornire motivazioni tecniche dettagliate, la richiesta formale del Comune di inserire in corso d'opera due sottopassi pedonali, uno all'altezza del quartiere Carmine e uno in corrispondenza di via Montagnese.

Il rifiuto governativo, giunto nei primi mesi di quest'anno, pone un grave problema di viabilità spicciola. Senza i due tunnel sotterranei, agli abitanti delle zone del Carmine, Carmine 2 e Montagnese verrebbe di fatto preclusa la possibilità di raggiungere a piedi il confinante quartiere della Pietraia. Consapevole che a strada ultimata non sarà più possibile scavare, e scartate al momento le ipotesi di costruire ponti aerei o strisce pedonali di superficie, l'amministrazione locale ha inoltrato una seconda istanza ai vertici dell'Anas, mettendo sul piatto la disponibilità a farsi carico dell'intera gestione e manutenzione futura dei sottopassi. In attesa di una replica da Roma, la mappa della viabilità secondaria è in fase di forzata riscrittura. Il rione del Carmine 2, il cui unico accesso attuale verrà fisicamente sbarrato dalla nuova lingua di asfalto, sarà collegato a via di Santa Chiara. A occuparsi materialmente dei lavori sarà la stessa Anas, che procederà ad adeguare una vecchia strada rurale che funge da prolungamento di via Pere Català i Roca.

Sul fronte di competenza prettamente municipale, gli assessori hanno annunciato l'intenzione di ammodernare gli assi di via di Santa Chiara e via Angelerio. I piani del Comune, per i quali è stato richiesto un apposito finanziamento, prevedono la costruzione di una rotonda all'ingresso del rione Caragol a cui agganciare via Angelerio, strada che a sua volta verrà dotata di marciapiedi, impianto di illuminazione e un'ulteriore rotatoria per smistare i veicoli verso via di Santa Chiara. Rimane invece confermata l'impossibilità tecnica di creare uno svincolo tra via Fleming, la tangenziale e la superstrada per Sassari, nonostante la stretta contiguità geografica delle tre arterie.

Il vertice ha affrontato anche il complesso iter per il declassamento del primo segmento della tangenziale, ovvero la procedura burocratica per declassare il tratto compreso tra la rotonda del Carmine e lo svincolo sopraelevato di Ungias da strada a scorrimento veloce a viabilità urbana, imponendo il limite di cinquanta chilometri orari e inserendo nuove rotatorie rallentatrici. L'operazione, seppur convergente con gli interessi generali di Comune e Anas, si annuncia complessa ed è al momento priva delle necessarie coperture finanziarie e di una squadra tecnica incaricata della progettazione. Resta aperta l'incognita sull'imbuto stradale di via degli Orti. L'amministrazione sta dialogando con l'Arst, l'azienda regionale dei trasporti, per modificare l'assetto della rotatoria posta tra via Don Minzoni, via Fermi e via Galilei nei pressi della stazione ferroviaria. Tuttavia, a causa dell'incompiutezza strutturale dello svincolo di Ungias, le automobili in arrivo da Sassari non potranno immettersi in via Fermi, ma saranno costrette a riversarsi nell'angusta via degli Orti, una strada le cui dimensioni sono giudicate strutturalmente inadeguate a sopportare ingenti volumi di traffico.

A tirare le somme del confronto, in attesa del prossimo aggiornamento istituzionale fissato in calendario per il 20 maggio, è il rappresentante dei residenti. Capuano riconosce all'amministrazione la consapevolezza delle criticità intrinseche all'opera, ma solleva l'urgenza di ottenere garanzie blindate prima che le colate di cemento rendano le chiusure definitive. «Siamo andati per ribadire che la cittadinanza non può restare in attesa», ha dichiarato il presidente del comitato a margine dell'incontro. «Pur apprezzando l’ascolto dell'amministrazione, non possiamo ignorare che le risposte attuali restano insufficienti rispetto alla velocità dei lavori».

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