L'istanza “Architettura e spazi di culto, la sacralità della Sardegna protostorica” ha iniziato a Parigi l'iter di valutazione preliminare da parte degli organismi consultivi per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. La proposta, che rappresenta l'unica candidatura italiana per l'anno 2027, è stata formalizzata dal Ministero della Cultura, tramite l'Ufficio Unesco e la Commissione Nazionale Italiana, e dalla Rappresentanza italiana a Parigi.
Il dossier si concentra sul patrimonio architettonico e monumentale edificato tra il 1800 e l'800 a.C., con particolare riferimento ai Pozzi Sacri e alle Tombe dei Giganti. Inserita nella Tentative List italiana dal 2020, la candidatura è stata accompagnata dalla Regione Sardegna attraverso lo stanziamento di fondi destinati alla conservazione, all'accessibilità dei siti e alla creazione di reti infrastrutturali.
A promuovere il progetto è l'associazione "Sardegna Terra di Nuraghi". Il presidente Pierpaolo Vargiu inquadra il passaggio parigino come un esito che "fa di questo progetto il progetto della Sardegna e dei sardi, una scommessa per dare alla nostra Isola una identità nel mondo".
La presidente della Regione, Alessandra Todde, interviene sui contenuti del dossier: "La candidatura che presentiamo racconta la profonda spiritualità dell’architettura sacra della civiltà sarda". Riguardo ai siti coinvolti, specifica: "I pozzi sacri e le tombe dei Giganti rappresentano una ricchezza che va oltre la dimensione archeologica. Raccontano una civiltà che, tra il 1800 e l’800 avanti Cristo, ha lasciato nell’Isola un paesaggio monumentale straordinario e ha avuto un ruolo nelle relazioni del Mediterraneo. Questa candidatura riguarda quindi anche il modo in cui la Sardegna sceglie di raccontare se stessa e di collocare la propria storia dentro una dimensione mediterranea". Todde chiarisce poi le azioni intraprese dall'amministrazione regionale: "La Regione Sardegna ha accompagnato con impegno e convinzione questo percorso, investendo sulla tutela, sulla conservazione, sull’accessibilità e sulla valorizzazione dei siti, nella consapevolezza che la candidatura UNESCO debba essere sostenuta da azioni precise e strutturate. Siamo fieri di poter portare questa storia millenaria all’attenzione del mondo intero per promuovere la conoscenza e la tutela del nostro patrimonio identitario. Ringrazio Sardegna Terra di Nuraghi, l’Ufficio UNESCO, il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e tutti i soggetti che hanno contribuito a raggiungere questo primo, significativo traguardo. Proseguiremo il lavoro con determinazione, mettendo a disposizione tutte le competenze e le risorse necessarie per affrontare con fiducia le prossime fasi del percorso".
L'assessora regionale della Pubblica Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas, si sofferma sulle tempistiche della selezione italiana: "Oggi celebriamo un traguardo straordinario: essere l’unica candidatura che l’Italia presenterà all'UNESCO per il 2027 è per tutti noi motivo di profondo orgoglio e grande responsabilità". Portas prosegue: "Ottenere questo riconoscimento a soli due anni dall'ultima candidatura italiana delle Domus de Janas è il segno tangibile e inequivocabile dell’impegno costante della Regione, delle associazioni e di tutta la comunità scientifica coinvolta nella valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico della Sardegna. Desidero ringraziare l'Associazione "Sardegna terra di nuraghi" per la determinazione e la visione con quale ha portato avanti negli anni questo prezioso lavoro. La Regione partecipa con convinzione da anni a questo progetto collettivo, sostenendolo non solo sul piano strategico ma con azioni concrete. Vogliamo infatti che le nuove generazioni crescano con la consapevolezza della propria identità e che il mondo riconosca ciò che noi sappiamo da sempre: la Sardegna è, e sarà sempre, la terra dei nuraghi. Per questo sono state importantissime e determinanti due azioni: i laboratori dedicati e i progetti didattici e le iniziative di premiazione in tutte le scuole dell’isola, che sono serviti a insegnare ai ragazzi e alle ragazze ad amare e tutelare la propria terra e le loro origini millenarie. Ed è per noi grande motivo di orgoglio – per il grande valore divulgativo che ha - la realizzazione del Nuragica Atlas, uno strumento scientifico fondamentale che censisce e mappa i nostri monumenti, rendendo il nostro paesaggio archeologico accessibile a tutto il mondo".
Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna, delinea il ruolo dell'ente nel supporto tecnico: "Questo momento rappresenta una tappa importante di un percorso costruito negli anni grazie al lavoro dell’Associazione e alla collaborazione di istituzioni e studiosi che hanno creduto in questo progetto". Sulle operazioni da condurre in parallelo all'iter burocratico, conclude: "Accanto al percorso verso il riconoscimento, è fondamentale il lavoro di conoscenza e divulgazione di un patrimonio diffuso in tutta la Sardegna. La Fondazione di Sardegna ha accompagnato questo percorso fin dall’inizio, sostenendo chi opera per studiare, valorizzare e far conoscere questo patrimonio. Il risultato raggiunto oggi apre una nuova fase, nella quale sarà importante proseguire con la stessa capacità di collaborazione e con un impegno condiviso".