La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, è intervenuta a Chia, nel Comune di Domus de Maria, alla XXII edizione di "Energies and Sustainability – Confartigianato High School" per illustrare la strategia energetica regionale e le misure finanziarie a supporto delle imprese.
Il quadro degli interventi è dettato dai target di produzione da fonti rinnovabili fissati per fine decennio. “Abbiamo 6,2 gigawatt che dobbiamo raggiungere entro il 2030 e noi vogliamo raggiungerli. La transizione energetica deve coinvolgere i territori e produrre benefici concreti per chi vive e lavora in Sardegna”, ha dichiarato Todde. L'approccio indicato esclude le imposizioni strutturali: “Una transizione energetica costruita insieme alle comunità e alle persone è una transizione che dura. Una transizione imposta è destinata a non durare”.
Il modello regionale si basa sull'autoconsumo e sull'infrastrutturazione dei consorzi industriali. “La transizione energetica non può arrivare soltanto dall’alto e attraverso grandi impianti. Serve una produzione di energia diffusa sul territorio, capace di coinvolgere i consorzi industriali, le imprese e le comunità e di produrre benefici concreti per i cittadini”. La presidente ha collegato l'impatto ambientale ai vantaggi economici per la popolazione: “È difficile chiedere a un cittadino di sacrificare una parte del proprio territorio, dell’ambiente e del paesaggio quando i benefici sul prezzo dell’energia restano difficili da percepire. L’autoconsumo e l’infrastrutturazione dei consorzi industriali possono invece produrre effetti concreti”. Tale processo richiede una rete di distribuzione adeguata e tempi rapidi di connessione da parte dei gestori: “Realizzare gli impianti serve se questi vengono collegati rapidamente alla rete e se la rete di distribuzione è adeguata allo sviluppo della nuova capacità produttiva. Altrimenti i benefici per le imprese e per i cittadini restano marginali”.
Sul fronte delle coperture finanziarie, l'amministrazione ha predisposto un pacchetto di fondi pubblici. “La Regione sta facendo la sua parte. Abbiamo stanziato un miliardo di euro tra fondi europei, FSC, risorse nazionali e regionali per accompagnare questa transizione”. L'obiettivo è trattenere il valore degli investimenti sull'Isola, affidando i lavori al tessuto produttivo locale: “Coinvolgere le piccole e medie imprese significa fare in modo che la transizione produca economia e lavoro in Sardegna. Quando realizziamo grandi impianti dobbiamo chiederci quale valore rimanga sul territorio. Far lavorare le nostre imprese significa trasformare gli investimenti energetici in valore aggiunto per l’economia regionale”.
Oltre ai costi dell'energia, le attività produttive sarde devono fronteggiare il divario infrastrutturale legato all'insularità. “Competere in Sardegna è più difficile rispetto al resto della penisola. Al costo dell’energia si aggiungono quelli dei carburanti e della logistica. Per questo nell’ultima variazione abbiamo stanziato 60 milioni di euro per il caro carburante destinati alle imprese e 10 milioni per il trasporto aereo”.
L'equilibrio tra sostenibilità ed esigenze di bilancio aziendale definisce il traguardo operativo della giunta regionale: “Da qui al 2030 dobbiamo diventare sempre più indipendenti dalle fonti fossili e, nello stesso tempo, sostenere l’economia reale con cui le imprese si confrontano ogni giorno. È su questo equilibrio che stiamo costruendo la transizione energetica della Sardegna”.