Morto a 97 anni l'ex presidente della Regione Pietrino Soddu: il cordoglio delle istituzioni

Pietrino Soddu è morto all'età di 97 anni. Nato a Benetutti, ha ricoperto le principali cariche istituzionali della Sardegna: è stato consigliere comunale e sindaco del suo paese natale, consigliere e presidente della Provincia di Sassari, e assessore regionale alla Rinascita, all'Industria e alle Finanze. Ha guidato la Giunta regionale per sette volte tra il 1972 e il 1980 e ha trascorso cinque legislature a Cagliari e undici anni in Parlamento, eletto deputato dal 1983 al 1994. La presidente della Regione, Alessandra Todde, traccia il profilo dell'esponente politico in una nota ufficiale: “Pietrino Soddu è stato una colonna dell’autonomia sarda e una delle figure politiche e intellettuali più rappresentative dell’isola nel secondo dopoguerra”. Sulla sua carriera istituzionale aggiunge: “Soddu è stato un protagonista assoluto della vita politica isolana. Ha lavorato per modernizzare la Sardegna del dopoguerra ricoprendo incarichi centrali, come quello di assessore regionale della Rinascita, dell’Industria e delle Finanze. Prima ancora, è stato consigliere comunale e sindaco di Benetutti, suo paese natale, e in seguito consigliere provinciale. È stato soprattutto Presidente della Regione, più volte tra il 1972 e il 1980, e successivamente deputato al Parlamento, dal 1983 al 1994”. Todde ricorda i recenti dialoghi sul tema dello Statuto: “La sua grande esperienza politica e la lucidità del suo pensiero sono state per me di stimolo nelle occasioni di confronto in merito alla nostra autonomia incompiuta, al ruolo che deve avere la Sardegna e ai poteri e agli strumenti che dobbiamo utilizzare per emanciparci rispetto a quelli che restano in capo allo Stato, in un’ottica di collaborazione reciproca ma mai di arretramento rispetto alle prerogative che lo Statuto assegna alla Regione”. Sull'insularità precisa che Soddu non la intendeva “semplicemente come un limite, ma come peculiarità da far valere in Italia e in Europa”. E sulle politiche europee: “ho trovato moltissimi punti di contatto fra noi, nell’identificazione della Sardegna quale regione pienamente europea, portatrice di valori come l’inclusione, la solidarietà e l’identità, a dimostrazione di un pensiero sempre attuale che deve essere un faro per il nostro agire quotidiano. Ai suoi familiari esprimo il cordoglio mio e di tutta l’amministrazione regionale”. Il presidente del Consiglio regionale ha riportato alla memoria un incontro avvenuto a Sassari lo scorso febbraio. “Con la scomparsa di Pietrino Soddu la Sardegna perde un grande politico, un padre nobile, riferimento per tante generazioni di giovani amministratori non solo locali. Un uomo che, fino all’ultimo, ha messo la sua esperienza, la sua capacità di visione politica e lungimiranza, al servizio di tutti i sardi". Sulla stesura della nuova legge Statutaria afferma: "Per me resta indelebile il ricordo della visita nella sua casa di Sassari, lo scorso febbraio, per raccogliere il contributo che Soddu - presidente della Regione per sette volte - non voleva far mancare nel percorso di riforme che il Consiglio regionale ha avviato e, in particolare, nella scrittura della futura legge Statutaria. Sono state due ore intense e preziose, umanamente prima ancora che politicamente. Cariche di storia e di prospettiva, di saggezza, di moniti e consigli, attraverso la lucidissima visione di un uomo che tanto ha amato la sua terra e che invitava a tenere bene a mente l’obiettivo principale per chi fa Politica: garantire giustizia e libertà per le persone che governiamo". E conclude: "Oggi piango un grande uomo, che tanto ha fatto, da presidente della Regione e da parlamentare, per la crescita economica, sociale culturale della sua Sardegna. A tutti noi restano i mille insegnamenti di Pietrino Soddu, politico acuto, generoso, sempre attento e preparato. Il nostro vero Sardus Pater”. Anche il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, inquadra la figura dell'ex presidente partendo da un colloquio privato avuto all'inizio di agosto. “Quando di recente sono andato a trovarlo nella sua casa, per un caffè e due chiacchiere fuori da ogni formalità e molto riservate, come era nella sua indole, ho avuto il privilegio di apprezzarne ancora la lucidità e la capacità di lettura del presente, e lo sguardo proiettato più al futuro, tra visioni modernissime e preoccupazioni assai fondate, che al passato, tra la vanità per quel che si è stati e i rimpianti per quel che non è stato”. “L’onorevole Pietrino Soddu – sette volte presidente della Regione, cinque legislature a Cagliari, undici anni in Parlamento, presidente della Provincia di Sassari – protagonista insieme ai Giovani Turchi di una delle più feconde, durature e solide stagioni di cambiamento che la Sardegna abbia mai vissuto, anche durante quel caffè di inizio agosto ha saputo essere critico e datare lontano nel tempo i mali che affliggono oggi la politica sarda e nazionale, a iniziare dal leaderismo, dalla perdita di riferimenti a valori e principi di rango universale, dall’autoreferenzialità. Una lezione e un invito a non trascurare quel percorso intrapreso allora con il sogno di riformare la Sardegna”. L'ultima battuta è per il cordoglio istituzionale: “Al di là della retorica, oggi ci lascia uno dei padri nobili dell’isola. Ci lascia un vero riformista. Ci lascia un testimone di una generazione e di un’epoca dalla quale dovremmo riprendere a trarre spunto. Ci lascia un intellettuale, un politico, uno studioso e un amministratore concreto, dritto, risoluto, netto. Come le sue idee. A nome mio personale, delle istituzioni di cui sono a capo e di tutta la comunità di Sassari e della Città Metropolitana, rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti, avendolo conosciuto e stimato o avendogli voluto bene, oggi ne piangono la scomparsa”.

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