Ad Alghero si definisce un nuovo capitolo sulle polemiche scoppiate al Centro Prelievi dell'Ospedale Civile. Dopo l'esposto di un paziente oncologico lombardo e la successiva smentita dell'Asl di Sassari, interviene il sindacato UIL FP. La sigla difende a spada tratta l'operato di medici e infermieri: nessuna interruzione di cura, ma una presa di responsabilità diretta per aggirare le rigidità informatiche e garantire la terapia salvavita.
La posizione del sindacato
Attraverso un comunicato ufficiale a firma di Antonio Oscar Campus, la UIL FP esprime piena comprensione e solidarietà per lo stato di fragilità psicofisica del paziente, ma respinge con fermezza ogni ombra sulla professionalità del reparto. Secondo il sindacato, gli operatori del Centro Trasfusionale e del Laboratorio Analisi hanno agito in modo impeccabile. Non si sono limitati ad applicare freddamente le regole, ma hanno trovato una soluzione immediata a un problema amministrativo che rischiava di far saltare la chemioterapia.
I fatti e la correzione della ricetta
La controversia ha origine lunedì 15 giugno, quando il cittadino si è presentato in ospedale senza prenotazione e con un'impegnativa medica (la classica "ricetta") priva del codice di priorità.
Il nodo centrale ruota attorno alla lettera "U": una sigla che i medici curanti appongono sulla ricetta per certificare un'urgenza clinica, obbligando le strutture a erogare l'esame entro 72 ore senza passare dalle normali liste d'attesa.
Di fronte a un'impegnativa ordinaria e all'assenza di prenotazione, le regole regionali impongono lo sbarramento. Tuttavia, sottolinea la UIL FP, la dottoressa di turno non ha voltato le spalle al malato. Al contrario, si è fatta carico dell'intoppo generato da un altro specialista: ha riformulato una nuova ricetta, inserendo personalmente il codice di urgenza. Questo passaggio tecnico ha permesso di sbloccare il terminale e di eseguire regolarmente il prelievo alle 10:30 della stessa mattina.
Equità, sicurezza e burocrazia
Il documento sindacale si allinea alla ricostruzione dei vertici aziendali dell'Asl di Sassari, confermando che nessuno è stato respinto. La UIL FP ribadisce come il personale sanitario algherese, da anni punto di riferimento per l'intero territorio, debba quotidianamente fare i conti con un delicato equilibrio: da un lato l'obbligo di assistere le emergenze cliniche, dall'altro il dovere di far rispettare procedure organizzative pensate per garantire equità di accesso a tutta la popolazione.
L'appello per percorsi più rapidi
La polemica sollevata dal paziente, conclude il sindacato, non deve trasformarsi in una caccia alle streghe contro i lavoratori, che operano spesso in contesti di risorse limitate. L'episodio, semmai, deve fare da cassa di risonanza per la politica sanitaria regionale: serve un intervento strutturale per semplificare i percorsi di accesso dei pazienti fragili. L'obiettivo è creare corsie preferenziali automatiche, impedendo che i cortocircuiti dei sistemi di prenotazione diventino un peso psicologico per i malati e un innesco per tensioni ingiustificate contro i medici in prima linea.