Lunedì pomeriggio a Cagliari va in scena "Amica Ombra", l'atto conclusivo di un progetto europeo che usa la recitazione come strumento per costruire l'indipendenza e superare le barriere dell'isolamento.
Il teatro, nella sua radice etimologica greca, è il luogo dello sguardo, lo spazio fisico dove ci si reca per osservare ed essere osservati. Lunedì 8 giugno, alle quattro e mezza del pomeriggio, gli spazi storici di Casa Saddi a Cagliari diventeranno esattamente questo: una vetrina in cui i ragazzi autistici non saranno semplici spettatori della società, ma i veri e unici protagonisti. Andrà infatti in scena "Amica Ombra", un'opera che esplora con delicatezza i temi del ricordo, dell'assenza e dei legami affettivi che resistono ai cambiamenti. L'evento, a ingresso libero previa prenotazione telefonica e inserito nella rassegna per famiglie "E-stiamo al Parco", rappresenta il culmine di un lungo e profondo percorso creativo.
Dietro le quinte di questa rappresentazione c'è una complessa architettura sociale chiamata SDIT, acronimo inglese che tradotto significa letteralmente "Autodeterminazione e Inclusione attraverso il Teatro". Si tratta di un vero e proprio progetto su scala europea che vede tra i suoi fondatori internazionali l'associazione cagliaritana Diversamente OdV, un'organizzazione di volontariato che lavora quotidianamente per garantire un percorso di vita autonomo alle persone nello spettro autistico. Grazie alla collaborazione con la compagnia teatrale cittadina Il Crogiuolo, il laboratorio ha permesso ai ragazzi di non limitarsi a imparare un copione a memoria, ma di calarsi in tutti i ruoli del mestiere: sono stati autori, tecnici, collaboratori e costruttori attivi dello spettacolo, affiancati in questo viaggio dalle conduttrici Marta Gessa e Antonella Perrone, sotto la supervisione di Rita Atzeri e con l'aiuto dei volontari del Servizio Civile Universale Karola Cappai e Lorenzo Garau.
L'obiettivo dell'iniziativa non è la semplice esibizione artistica di una sera, ma la creazione di uno spazio stabile in cui misurare le proprie competenze e relazionarsi con gli altri, superando i propri limiti. Una visione riassunta perfettamente dalle parole di Pierangelo Cappai, presidente dell'associazione Diversamente: «Da diversi anni il teatro rappresenta per i nostri ragazzi un'importante opportunità di crescita personale e sociale. SDIT ci ha insegnato che l'inclusione non consiste nel creare spazi separati, ma nel costruire contesti nei quali ogni persona possa partecipare, esprimersi e contribuire con le proprie caratteristiche. Il teatro diventa così un luogo di incontro autentico, nel quale le differenze non vengono nascoste ma riconosciute come una ricchezza per tutta la comunità.»
E forse è proprio questa la lezione più importante che "Amica Ombra" lascia in dote a Cagliari prima ancora che si apra il sipario. In una società che spesso tende a isolare chi viaggia a velocità diverse, cedere il palcoscenico significa restituire voce a chi troppo spesso viene ascoltato a fatica. Uno spettacolo teatrale non abbatterà in un colpo solo tutti gli ostacoli burocratici o sanitari, ma ci ricorda che nessuno è davvero escluso finché c'è una comunità disposta a sedersi in platea e mettersi in ascolto delle diversità, riconoscendole finalmente come una parte essenziale del nostro vissuto quotidiano.