Fucili clandestini nel parco e droga sulla costa: scattano i domiciliari col braccialetto per due bracconieri

Il Corpo Forestale esegue l'ordinanza del tribunale tra Pula e Sarroch, smantellando i residui di un gruppo criminale già decimato mesi fa da sei arresti. Denunciato un terzo cacciatore sorpreso con un cinghiale abbattuto a pallettoni.

I boschi del Parco Regionale di Gutturu Mannu usati come riserva di caccia armata e il litorale del Sulcis sfruttato come piazza per smerciare la droga. Nelle scorse ore, gli uomini della Stazione di Pula del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, la forza di polizia regionale a tutela del territorio, hanno chiuso il cerchio su una rete criminale attiva nel sud dell'Isola. Gli agenti hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare a carico di due residenti nei comuni di Pula e Sarroch. Il provvedimento, firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cagliari, il magistrato chiamato a valutare e autorizzare le limitazioni della libertà durante la fase investigativa, ha confinato gli indagati al regime degli arresti domiciliari, imponendo l'applicazione del braccialetto elettronico per monitorare a distanza ogni loro movimento.

I due fermati costituiscono il nuovo tassello di un'indagine profonda e complessa coordinata dalla Procura cagliaritana. Una retata a tappe che, nei mesi scorsi, aveva già portato all'arresto di altre sei persone orbitanti nel medesimo territorio. Le intercettazioni e i pedinamenti hanno delineato i contorni di un solido gruppo criminale organizzato, capace di muoversi in parallelo su due fronti illeciti. Da una parte le incursioni all'interno dell'area naturale protetta, portate a termine impugnando armi clandestine, ovvero fucili tenuti nascosti al fisco e privi di registrazione ufficiale, destinati in via esclusiva all'attività di bracconaggio. Dall'altra, la gestione dei traffici e della detenzione di sostanze stupefacenti lungo la fascia costiera. Nelle motivazioni dell'ordinanza cautelare, il giudice ha giustificato le manette evidenziando il rischio concreto e attuale che, se lasciati a piede libero, i due indagati avrebbero continuato a reiterare in modo sistematico i reati.

Durante il dispiegamento di forze per l'esecuzione degli arresti, le perlustrazioni della Forestale hanno incastrato in flagranza un terzo individuo, residente sempre a Pula. L'uomo, pur possedendo regolarmente la licenza per il porto d'armi a uso venatorio, è stato sorpreso subito dopo aver abbattuto un cinghiale nelle campagne della zona. Nei suoi confronti è scattata l'immediata denuncia all'Autorità Giudiziaria, l'atto formale che iscrive il cittadino nel registro degli indagati senza limitarne provvisoriamente la libertà. Le violazioni contestate dagli agenti riguardano l'esercizio dell'attività venatoria al di fuori del periodo temporale consentito dalla legge e l'impiego dei pallettoni, una precisa tipologia di munizione spezzata il cui utilizzo è categoricamente vietato dalle norme in materia di caccia.

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