Lama in Piazza Italia: arrestato per tentato omicidio il 55enne che ha terrorizzato il centro di Nuoro

Il pomeriggio nuorese di ieri, 9 aprile, è stato squarciato da un episodio di violenza che ha trasformato la centrale Piazza Italia nel teatro di una brutale aggressione. Un uomo di 55 anni, S.M., già conosciuto dalle Forze dell’Ordine è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver seminato il panico tra i passanti.

L’allarme è scattato a seguito delle numerose segnalazioni dei cittadini al numero di emergenza 112, che hanno attivato l’intervento della Sezione Radiomobile del Nucleo Operativo e Radiomobile (N.O.R.M.) della Compagnia Carabinieri di Nuoro. All’interno dell’architettura dell’Arma, il Nucleo Operativo e Radiomobile rappresenta la componente preposta al pronto intervento e al controllo costante del territorio: le sue "Gazzelle" sono coordinate h24 per rispondere alle criticità che richiedono rapidità d’azione e capacità tattica.

Secondo quanto ricostruito dai militari, S.M., in evidente stato di alterazione, era armato di una roncola a doppio taglio. Questo strumento nasce come attrezzo agricolo caratterizzato da una lama ricurva ma, in questo contesto, è stato brandito come arma letale contro un uomo di 76 anni. L’aggressore avrebbe tentato ripetutamente di colpire la vittima alla testa; il pensionato, in un istintivo movimento di difesa per riparare il capo dai fendenti, ha riportato una ferita profonda alla mano.

Dopo l’aggressione, S.M. ha tentato la fuga verso la propria abitazione, dove è stato rintracciato e bloccato dai Carabinieri nel giro di brevissimo tempo. L’arresto è avvenuto in flagranza di reato, un tecnicismo giuridico che trae origine dal latino flagrare (ardere, bruciare): la flagranza identifica infatti quella situazione in cui il reo viene sorpreso mentre commette il delitto o immediatamente dopo, quando le tracce dell’azione sono ancora "calde" e manifeste.

L’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Badu ’e Carros, la struttura detentiva di Nuoro dove gli arrestati vengono messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per la convalida del provvedimento. Resta fondamentale ricordare, nel rispetto dei principi costituzionali, che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari: si tratta del periodo in cui il Pubblico Ministero e la Polizia Giudiziaria raccolgono gli elementi necessari per decidere se esercitare l’azione penale. La responsabilità dell’indagato non è ancora accertata e sarà vagliata soltanto nel corso di un regolare processo, durante il quale potranno emergere elementi probatori anche in suo favore, a tutela della presunzione di innocenza che accompagna ogni cittadino fino alla sentenza definitiva.

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