Il bilancio del 2025 del Comando Provinciale: 143 arresti, oltre mille denunce e una strategia "rafforzata" contro la nuova criminalità. Nel mirino l'oro verde della mafia e i finti avvocati. E arrivano 18 nuovi militari.
ORISTANO – Non è una questione di numeri, anche se quelli fanno impressione: quasi 100mila persone identificate, oltre 600 perquisizioni, 143 arresti. Il bilancio del 2025 tracciato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Oristano racconta un anno vissuto in trincea, tra la difesa delle fasce deboli e l'attacco ai nuovi business della criminalità organizzata.
I militari dell'Arma, presenti capillarmente in 76 comuni (spesso come unico presidio di Stato), hanno dovuto aggiornare i propri "modelli operativi" per rispondere a minacce che cambiano pelle. Da un lato la violenza antica dei maltrattamenti in famiglia, dall'altro le insidie moderne delle truffe telefoniche e le maxi-coltivazioni di marijuana che trasformano le campagne in fabbriche di droga.
Operazione "Shield": la caccia ai truffatori
Uno dei fronti più caldi è stato quello delle truffe agli anziani, quei raggiri odiosi del "finto carabiniere" o "finto avvocato" che non rubano solo soldi, ma dignità. L'Arma ha risposto con il "Modello Operativo Rafforzato": niente più semplici denunce, ma indagini per estorsione, vista la pressione psicologica esercitata sulle vittime.
Le operazioni Shield-1, 2, 3 e 4 hanno funzionato come una tenaglia: i "trasfertisti" venivano bloccati ai porti prima di imbarcarsi con la refurtiva, mentre in Campania scattavano i blitz nelle loro basi logistiche, grazie alla collaborazione con i colleghi di Mondragone, Torre del Greco e Aversa. Risultato: 11 arresti e refurtiva recuperata per i colpi di Baratili, Uras, Nureci e Samugheo.
L'oro verde e i colombiani
L'altro capitolo pesante è la droga. Il 2025 ha visto una recrudescenza delle coltivazioni di cannabis indica. I Carabinieri hanno risposto con le operazioni Aristeo, Demetra, Sirio, Cassiopea-Four e Five-Eyes: 5 maxi piantagioni scoperte, 20.000 piante sequestrate e 25 arresti in flagranza tra i filari.
Un business enorme che finanzia la criminalità isolana, ma che svela scenari inquietanti: per la prima volta sono spuntati cittadini di origine colombiana, segno che il livello si è alzato e che l'Oristanese è diventato snodo strategico anche per scambi internazionali. Fondamentale l'apporto dei "Cacciatori di Sardegna" e dei droni, capaci di scovare le piantagioni nelle aree più impervie.
Codice Rosso e soccorsi
Ma il Carabiniere resta prima di tutto un punto di riferimento sociale. Oltre ai 143 arresti totali, l'Arma ha gestito oltre 140 casi di "Codice Rosso" per violenza di genere, utilizzando strumenti come la "Stanza tutta per sé" per l'ascolto protetto delle vittime. E non sono mancati i salvataggi eroici, come quello dell'anziana caduta nel canale "Riu Tanui" a Cabras, strappata alla corrente dai militari della Radiomobile prima dell'arrivo dei sommozzatori.
Il futuro: nuovi rinforzi
Il 2026 è iniziato sulla stessa scia (già 7 arresti nei primi giorni dell'anno), ma con forze fresche. A novembre sono arrivati 18 neo Carabinieri dalle Scuole Allievi, linfa vitale per rinforzare le Stazioni, veri presidi di legalità e "collante sociale" nei piccoli centri della provincia.