Sentenza definitiva del Tribunale Ecclesiastico: l'ex sacerdote della diocesi di Tempio-Ampurias ridotto allo stato laicale. La "massima pena" canonica arriva dopo le denunce di Padre Paolo Contini sui fatti del seminario di Oristano.
OLBIA/TEMPIO – C'è una giustizia che non porta le manette, ma che per un uomo di Chiesa può essere altrettanto definitiva: quella del Tribunale Ecclesiastico. E la sentenza emessa nei confronti di Don Emanuele Valerio Manca non lascia spazio a interpretazioni o appelli alla misericordia. Il sacerdote è stato riconosciuto colpevole di aver abusato di minori e, per questo, è stato dimesso dallo stato clericale.
La decisione del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo è arrivata al termine di un'analisi approfondita delle segnalazioni e delle testimonianze raccolte. Una volta accertata l'attendibilità delle accuse, i giudici con la tonaca non hanno tremato: hanno applicato la misura più severa prevista dal diritto canonico.
Per Don Manca, incardinato nella diocesi di Tempio-Ampurias, significa la fine di tutto. La sentenza gli impedirà di svolgere qualsiasi funzione pastorale a tempo indeterminato. In termini profani: via l'abito, via i sacramenti, via dal pulpito. La tonaca, come recita la nota diffusa, sarà ormai "solo un lontano ricordo" e dovrà essere appesa "definitivamente al chiodo".
L'origine delle accuse
La vicenda affonda le radici in un passato oscuro che è emerso grazie al coraggio di un altro religioso. Le accuse, infatti, furono sollevate inizialmente da Padre Paolo Contini. I fatti contestati risalgono al periodo in cui Don Emanuele esercitava il suo ministero in un seminario di Oristano, un luogo che avrebbe dovuto essere di formazione e preghiera e che invece, secondo la sentenza definitiva, è stato teatro di abusi.
La Chiesa sarda, con questo provvedimento drastico, manda un segnale chiaro: di fronte alla violazione dell'innocenza, non esiste immunità sacerdotale che tenga.