20ª Tappa Tour: Pogaca fa manita

  132.8 km • 4711m di dislivello • 1676m altitudine massima • 19.7% pendenza massima • 4 salite • 1 Traguardo Volante • Abbuoni 10,6,4. Fuga o movimenti dei big? Oggi ci sarà forse anche battaglia per la maglia a pois, sulle spalle di Carapaz per una manciata di punti rispetto a Pogacar. Vittima del tempo massimo di ieri Arnaud Démare. Dopo 11,5 km di trasferimento, subito il primo attacco, ma il gruppo chiude la corsa. A -129,5 km Van Der Poel fora la ruota e attende dunque assistenza. Dietro il gruppo si staccano De Lie Campenaerts e Drizners, che vengono raggiunti da Van Der Poel che quindi si riavvicina al gruppo. perde contatto anche Philipsen, con Mohoric Girmay e Martinez, insieme ad Ackermann. Questi saranno il gruppo maglia verde, vista la presenza di Girmay. Il gruppo stesso si rompe in più tronconi con una dozzina di corridori che prende qualche metro di vantaggio. Il gruppo maglia gialla non lascia andare questo gruppetto, chiudendo la corsa, mentre Keldermann prova l’allungo solitario.

  In cima al gruppo i big della generale a controllare. Armirail raggiunge Keldermann a - 115,5 km mentre Rodriguez della Ineos non riesce a tenere le ruote degli altri big. Armirail e Keldermann soli dunque al comando, prendono 15” di vantaggio, inseguiti dal gruppo maglia gialla dove ci sono anche i primi fuggitivi di giornata. Poi prova Mas ad allungare tentando l’inseguimento arrivando a raggiungere i fuggitivi in pochi minuti. A -111,4 km l’accelerata impressa da Giulio Ciccone, lascia indietro altri che perdono contatto dal gruppo, Rodriguez, Gall e Buitrago. Gruppo maglia gialla decimato dunque dalla velocità folle impressa dalla UAE e da qualche accelerata dei big di classifica, rimasto dunque con 12 unità che salgono a 15 quando anche Hirt Champoussin e Lemmen ritrovano le ruote del gruppo due minuti dopo. A -109,7 Enric Mas prova ad andare via da solo, Armirail lo insegue mentre Keldermann va col suo passo a -108,5 Mas, ha già 50” sul gruppo che si arricchisce ancora perché Bardet riesce a riportarsi sui migliori. A -108 km Mas passa per primo al GPM pur non avendo velleità nella classifica scalatori, mentre Armirail fa un fuorigiri per riprenderlo, e dietro, in gruppo Jorgenson fa una volata per togliere un punto a Carapaz. Wilco Keldermann rientra sui battistrada in discesa -103 km, mentre il gruppo è a 53”. Fuga decisamente andata a -99,9 km quando il gap è di 1:12, mentre a -101 km prende margine dal gruppo Carapaz con altri 4 corridori, che continua a guadagnare secondi fermandosi a un gap di 48” nella discesa che finisce ed il gruppo rallenta l’andatura, a -94,8 km Ciccone prova ad evadere dal gruppo seguito però da Gee, a -93,2 km gruppo maglia. A pois a 40” e gruppo maglia gialla a 2:00. Siamo ormai ai piedi della seconda salita. A -91 km provano a evadere dal gruppo anche Geniets prima e poi Stuyven, Peters Powless e Johannessen, riunitisi insieme a -89,4 hanno 1:54” rispetto alla testa della corsa che mantiene ora un vantaggio di 2:52 sul gruppo. 

  A -82,1 km il gruppo maglia a pois raggiunge la testa della corsa e si unisce dunque ai battistrada. A -79,2 km Powless e Peters si staccano dagli inseguitori ma Powless riesce a rientrare, per poi staccarsi nuovamente. I 7 al comando diventano 10 a -74,2 km, con il ricongiungimento degli inseguitori. Intanto i diretti inseguitori sono quelli che si erano staccati prima, mentre Champoussin fora la ruota e riparte a -73,5 km. al GPM a -72 km Carapaz prende il pieno di punti, gliene mancano due per assicurarsi la leadership del tour. In gruppo, a 4:15 di ritardo, la Soudal Quick-Step di Evenepoel si porta in testa a tirare e fare corsa dura in conseguenza della quale si staccano Laporte e Martin… si prepara un attacco per la seconda posizione? Intanto nella seconda discesa, a -64. Km, Powless insegue a 40”, Peters a 2:16 ed il gruppo a 4:13. Finita la discesa a -57 km e comincia subito la salita, mentre Powless e Peters si rialzano. A -44,7 km il traguardo volante, oggi ininfluente per le ruote veloci che sono in ritardo anche rispetto al gruppo, transita per primo Stuyven, con i battistrada che si danno cambi regolari e vanno d’accordo. A -42,5 km il gruppo con 4 minuti di ritardo, ha ripreso e staccato Peters e Powless, mentre Onley ha un problema meccanico. Sale a 14:07 il ritardo del gruppo maglia. Verde che dovrà stare attento solo al tempo massimo oggi. Si muove Jan Tratnik a -41,4 km, seguito da Carapaz, lasciando indietro gli altri fuggitivi che ricuciono a -40,2 km. Parte a -39,2 km Marc Soler, all’attacco, ma Mas con Carapaz a ruota lo insegue e lo riprende. E si stacca Armirail che poi rientrerà, col gruppo a 3:15 che si avvicina. Al GPM a -37 km i punti sono di Carapaz, che quindi sarà matematicamente la maglia a pois alla fine del Tour, così come quella verde è ormai di Girmay. Mas attacca poi in discesa prendendo qualche metro, mentre il gruppo scollina a 2:49 di ritardo.

  Alla fine della discesa in cui il gruppo ha perso qualche secondo, i battistrada cominciano l’ultima salita a -16 km. Rimangono 7 al comando a -14,1 km Armirail, Soler Geniets si staccano. In gruppo si stacca Rodriguez. Soler riprende le ruote a -12,4 km dei battistrada, ma Stuyven cede e si stacca. Parte Mas a -11,5 km subito Carapaz a ruota. Gli altri lasciati indietro e Bardet che si era avvicinato, cede all’attaccato di Carapaz a -10,7 km. a -8,2 km il gruppo è ridotto ai primi 5 in classifica con i loro compagni di squadra, in 6 soli nel gruppo a 1:39 rispetto ai due al comando. Carapaz scatta a -7,2 km, Mas non molla, dietro a -7 km Evenepoel attacca ma Vingegaard lo segue a ruota, con Pogacar subito dietro passivo. Poi arriva Almeyda a fare il ritmo. A -5,5 km gruppo a 1:03, mentre Mas contrattacca senza riuscire a staccare Carapaz che attacca di nuovo a -4,8 km e dietro parte Evenepoel, reagisce Vingegaard seguito da Pogacar, Evenepoel rimane indietro. Battistrada a 4” Carapaz attacca disperato ma Vingegaard e Pogacar li raggiungono e superano. Mas si stacca a -1,9 km, Evenepoel a 22”. Carapaz si stacca a -750 metri, poi Pogacar da il cambio al danese, per poi superarlo sprintando a 150 metri dal traguardo lasciando il vuoto dietro e vincendo la sua quinta tappa!

Sport

Terminata la stagione il Cagliari getta le basi per il futuro. Conferma per Pisacane.
Si è appena chiusa una stagione, ma per la dirigenza rossoblù si gettano le basi e si programma quella che verrà. Se da una parte è tempo di consuntivi, però con la massima serie in tasca, dall’altra vanno valutate attentamente determinate situazioni che coinvolgono gran parte dell’attuale rosa. Vi sono tutta una serie di prestiti, alcuni con dirit...

18ª Tappa Giro 2026 – Guizzo di Magnier a Pieve, la volata che non ci si aspettava
  Sull'altopiano della Paganella il cielo trentino tiene un azzurro incerto, gonfio di nubi che minacciano senza mantenere. Concluse le operazioni al foglio firma, alle 13:15 la carovana imbocca i dieci chilometri di trasferimento che separano Fai della Paganella dal chilometro zero, in una giornata che ha il sapore della vigilia: domani ...

Gregari di lusso in casa d'altri: il ciclismo italiano e i suoi capitani in prestito
  Andalo non ha solo incoronato Michael Valgren al termine di una fuga da lontano. Ha consegnato un fotogramma che vale un'intera stagione. Damiano Caruso, trentottenne, rientra nei dieci della classifica lo stesso giorno in cui Giulio Pellizzari, ventiduenne, ne esce, sprofondando diciannovesimo dopo il crollo di Carì. In mezzo, Giulio C...

17ª Tappa Giro 2026 - Lampo di Valgren ad Andalo, Caruso torna fra i grandi
  Duecentodue chilometri da Cassano d'Adda ad Andalo, tre GPM di terza categoria fra Lombardia e Trentino, il temporale che attraversa la valle del Chiese, lo strappo conclusivo sulla Paganella che ridisegna le posizioni di una giornata lasciata ai cacciatori di tappa. Si rientra in Italia dopo la parentesi ticinese e il Giro punta verso l...