L'impasse amministrativa e il futuro industriale: il vertice per il rilancio della Zir di Pratosardo a Nuoro

Il blocco amministrativo delle aree produttive costituisce uno dei freni più rigidi allo sviluppo economico locale. Per affrontare questa paralisi, il 7 aprile 2026 la Camera di Commercio di Nuoro ha riunito attorno a un tavolo istituzioni, enti e operatori per tracciare una via d'uscita dalla complessa situazione in cui versa la zona industriale di Pratosardo.

ZIR e Camera di Commercio Per comprendere le dinamiche del tavolo nuorese, è opportuno chiarire la natura degli enti coinvolti. L'incontro è stato promosso e moderato da Agostino Cicalò, presidente della Camera di Commercio. Quest'ultima è un ente pubblico autonomo che ha il compito istituzionale di rappresentare, tutelare e promuovere gli interessi generali delle imprese iscritte nel proprio territorio.

Il fulcro del dibattito è la Zir di Pratosardo. La sigla sta per Zona Industriale di Interesse Regionale, un'area specificamente attrezzata e pianificata urbanisticamente per ospitare insediamenti produttivi e manifatturieri. Attorno al tavolo si sono seduti l'assessore regionale dell'Industria Emanuele Cani, il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, la consigliera provinciale Annalisa Canova, il presidente del Consorzio Industriale Provinciale (CIP) Roberto Cesaraccio, il rappresentante degli operatori di Prato Sardo Giampiero Pittorra, e l'assessore comunale alle Attività Produttive Giuseppe Mercuri, oltre alle associazioni di categoria.

Lo scavo etimologico: il commissariamento e la governance L'ostacolo principale allo sviluppo dell'area è il suo attuale stato giuridico. Nelle parole dell'assessore regionale Emanuele Cani emerge l'urgenza di sbloccare la situazione: «È assolutamente urgente superare la situazione di commissariamento della Zir di Pratosardo, così come le situazioni analoghe delle altre Zir, che hanno relegato questi spazi a terre di nessuno, al fine di poter garantire alle imprese che vi operano una governance adeguata e al passo con i tempi». Il termine commissariamento descrive un provvedimento di natura eccezionale. Deriva dal latino committere (affidare, consegnare). Nel diritto amministrativo, si verifica quando l'organo direttivo ordinario di un ente viene sospeso o sciolto (spesso per gravi crisi finanziarie o gestionali) e i suoi poteri vengono "affidati" a una figura esterna nominata dalla Regione o dallo Stato, il commissario, con lo scopo di risanare la struttura. Tuttavia, quando questa fase temporanea si protrae per anni, l'ente si trasforma in quella che Cani definisce una "terra di nessuno".

L'obiettivo dichiarato è il ritorno a una governance condivisa. Questa parola anglosassone, ormai radicata nel lessico istituzionale, tradisce una discendenza classica: deriva dal latino gubernare, che in origine indicava l'atto materiale di reggere il timone di una nave per condurla in porto. L'assessore Cani conferma l'impegno della Regione a cedere nuovamente il timone: «Questo primo incontro è stato un’occasione importante per acquisire il punto di vista di tutti i soggetti convocati al tavolo, ai quali confermo la mia disponibilità a organizzare tutte le riunioni propedeutiche a stabilire con l’amministrazione comunale di Nuoro, con le associazioni di categoria e con gli operatori una posizione che ci possa portare a superare il commissariamento e a valutare un nuovo sistema di governance che sia in linea con le esigenze del territorio».

Le posizioni in campo: trasparenza e dati oggettivi Il superamento di un'amministrazione straordinaria richiede un'analisi millimetrica dei debiti e delle infrastrutture. Il presidente della Camera di Commercio, Agostino Cicalò, rivendica il ruolo di mediazione dell'ente camerale in questo delicato passaggio di consegne: «L’incontro odierno è servito soprattutto a verificare le posizioni delle varie parti in causa di questo processo, che sono gli operatori economici ma anche le istituzioni. Questo confronto - ha aggiunto - è indispensabile per trasmettere alle nostre imprese e ai nostri territori le informazioni necessarie per assumere le decisioni, un impegno nel quale chiediamo alla Regione di continuare a essere parte attiva, e noi come Camera di Commercio supporteremo tutto il dialogo all’interno di questo processo».

Sulla necessità di basare ogni scelta su fondamenta oggettive interviene il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu. L'amministrazione comunale è infatti il soggetto che subirà l'impatto maggiore dalla riorganizzazione urbanistica ed economica dell'area periferica: «Una riunione molto importante nel quale tutti gli attori coinvolti hanno potuto esprimere in maniera aperta quella che è la situazione, quelli che sono i rischi e quelle che sono le opportunità. Ora occorre andare avanti, come proposto dall’assessore Cani, mettendo sul piatto tutti i dati, le informazioni e i numeri senza i quali non si può prendere una decisione che abbia un senso compiuto».

Di fronte a un'area industriale paralizzata da una gestione emergenziale prolungata, si delinea un interrogativo cruciale per lo sviluppo del tessuto economico. La misura del commissariamento straordinario, se protratta nel tempo, tutela realmente il patrimonio pubblico evitando il collasso contabile, oppure finisce per spogliare progressivamente le comunità locali e le imprese del diritto di governare e programmare il proprio futuro?

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