Il "libero pensatore" e l'allenatore piccato. Tra Colledanchise e Porcu volano stracci filosofici senza mai nominarsi

Scontro su Facebook tra il consigliere e il Presidente della Fondazione. Uno cita Gaber e la libertà, l'altro invoca lo "spogliatoio" e la disciplina. Ma dietro le metafore sportive si nasconde il nervo scoperto del Capodanno milionario.

ALGHERO – C’è un momento, nella politica di provincia, in cui i protagonisti si sentono stretti nei confini del municipio ed elevano il dibattito a questioni di massimi sistemi. Succede ad Alghero, dove Marco Colledanchise, consigliere comunale con il vizio del pensiero laterale, e Graziano Porcu, Presidente della Fondazione Alghero, hanno dato vita a un botta e risposta che scomoda Gaber, la libertà di coscienza e la metafora calcistica. Il tutto, s'intende, senza mai nominarsi direttamente, come usano fare i gentiluomini prima di sfoderare la sciabola.

L'elogio dell'anarchia (o della giustizia?) Tutto parte da una riflessione di Colledanchise. Un j'accuse contro l'allineamento cieco: «Per molti, in politica, il problema non è cosa si vota. È con chi si rischia di essere d’accordo». Il consigliere lamenta la «caccia alle streghe» e rivendica il diritto di dire «eppure la penso così», anche se l'idea piace all'avversario. Cita Giorgio Gaber («cos’è la destra, cos’è la sinistra») e conclude con un inno all'onestà intellettuale: «So che può sembrare anarchia. In realtà è libertà di pensiero». I ben informati sussurrano che il post, in origine, si riferisse a tutt'altro – forse a grandi temi nazionali come il prossimo referendum sulla giustizia – ma ad Alghero, si sa, ogni sospiro è interpretato come un temporale locale. E qualcuno, infatti, ha aperto l'ombrello.

La frustata dello "spogliatoio". A sentirsi punto nel vivo è Graziano Porcu. Il Presidente della Fondazione, che in questi mesi ha gestito, tra gli ultimi, l'organizzazione del capodanno, risponde con la metafora sportiva, l'unica che in Italia ha più presa del Vangelo. «Capisco e rispetto il valore della libertà di pensiero», premette, ma poi cala la mannaia del mister: «Quando si decide di fare uno sport di squadra... si accetta un’altra dimensione: quella del "gruppo prima di tutto"». Il messaggio è chiaro: le critiche si fanno nello «spogliatoio», non sui social. Chi critica fuori, per Porcu, cerca solo applausi facili dagli avversari che «oggi ti applaudono perché sanno che così contribuiscono a sfaldare il tuo gruppo». La minaccia, velata ma non troppo, è la panchina: «Non ci si può stupire se poi l’allenatore — o addirittura i compagni — decidono di metterti da parte».

La replica e i dubbi. Colledanchise non ci sta e replica con una Storia (il formato effimero dei social): «La responsabilità collettiva non può funzionare a senso unico. Altrimenti non è squadra: è solo retorica». Ed è qui che la filosofia lascia il passo alla politica reale. Colledanchise tocca il nervo scoperto: «È sempre molto facile richiamarsi al concetto di “squadra” quando si è nella posizione di chi decide: quando la strategia non viene condivisa, le informazioni nemmeno, ma poi si chiede tramite terzi di firmarne pubblicamente la difesa».

Dietro queste parole, sorgono domande giornalistiche che ora pongo ai lettori. Quando si parla di "strategia non condivisa", ci si riferisce forse alla gestione del Capodanno e ai denari spesi dalla Fondazione? È lecito chiedersi: la "squadra" invocata da Porcu è stata coinvolta nella scelta dell'artista e delle spese, o è stata chiamata in causa solo dopo, magari, quando sono arrivate le critiche? E ancora: che ruolo ha avuto la IV Commissione che include anche i Grandi Eventi, presieduta proprio da Colledanchise? È stata resa partecipe delle decisioni o è si è tenuta a riposo "forzato"?

Se la "squadra" serve solo a parare i colpi quando il capitano senza consultare i giocatori, allora Colledanchise ha ragione: non è sport, è sudditanza. Se invece la libertà di pensiero diventa il grimaldello per paralizzare l'amministrazione, ha ragione Porcu. La sensazione, però, è che ad Alghero lo "spogliatoio" abbia le pareti di vetro. E che i panni sporchi, anziché lavarli in casa, si stendano su Facebook ad asciugare. E poi capire chi e perché avrebbero messo in panchina Marco Colledanchise. Magari potrebbe farcelo sapere il mister se la nostra interpretazione fosse corretta.

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