La Sala dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati a Roma ha ospitato il convegno "Diritti umani e migrazioni nell'ordine mondiale". L'incontro, promosso dal Consiglio Nazionale delle Diaspore e Migrazioni (Conadimi), si inserisce nel percorso preparatorio verso gli Stati Generali delle Migrazioni.
I lavori, moderati dalla giornalista Carmina Conte e trasmessi in diretta sulla web tv della Camera, sono stati aperti dalla deputata Simona Bonafè. La presidenza e le conclusioni dell'evento sono state affidate a Elizabeth Rijo, presidente nazionale del Conadimi e laureata in Ingegneria Edile-Architettura all'Università di Cagliari, che ha presentato una relazione intitolata "Verso gli Stati Generali delle Migrazioni: una governance fondata sui diritti umani".
Sulle finalità del progetto istituzionale interviene la presidente Rijo: "Gli Stati Generali delle Migrazioni vogliono costruire uno spazio stabile di confronto nel quale istituzioni, mondo accademico, diaspore e società civile possano contribuire alla definizione di proposte concrete. Le migrazioni attraversano questioni decisive per il futuro delle nostre società: diritti, sicurezza, sviluppo, cooperazione e coesione sociale. Affrontarle richiede conoscenza dei fenomeni, ascolto dei territori e la capacità di superare letture semplificate."
Il programma dei pannelli tematici ha registrato la partecipazione di docenti e professionisti operanti in Sardegna. Nella sessione "Migrazioni, diritti umani e nuovo ordine mondiale", l'ingegnere e coordinatore del Cidci Felix C.C. Adandedjan ha analizzato le dinamiche migratorie in relazione alle crisi globali e alla cooperazione. Il docente dell'Università di Cagliari, Carlo Pilia, ha esposto il ruolo della mediazione interculturale nella gestione dei flussi. Entrambi figurano tra i referenti scientifici dell'iniziativa.
Il terzo pannello, incentrato sulla protezione delle persone, ha coinvolto gli avvocati sardi Vittorio Michele Delogu e Pierandrea Setzu. Sull'applicazione delle garanzie processuali e la tutela dei diritti, il penalista del Foro di Cagliari Setzu precisa: "Il modo in cui un Paese tratta le persone migranti dice molto della solidità del suo stato di diritto. Il diritto di difesa, il giusto processo e la dignità della persona non sono concessioni, valgono per tutti, e valgono soprattutto per chi si trova in una condizione di maggiore fragilità. Portare a Roma l'esperienza di chi lavora ogni giorno nei tribunali significa dare al confronto un punto di vista concreto, ancorato alla realtà dei procedimenti e delle persone."