La Grotta Verde, i chirotteri e la programmazione: il confine tra economia turistica e tutela ambientale ad Alghero

L'avvio della stagione turistica ad Alghero, coincidente con le festività pasquali, riaccende il dibattito istituzionale sulla gestione dei siti naturalistici. Al centro della controversia vi è la mancata apertura al pubblico della Grotta Verde, una cavità carsica di estremo pregio situata all'interno del Parco Naturale Regionale di Porto Conte. La chiusura del sito ha innescato un serrato confronto tra l'opposizione, che denuncia un danno economico, e la maggioranza, che, supportata dai vertici tecnici dell'Ente Parco, richiama l'imperativo della salvaguardia biologica imposto dalle normative regionali.

L'accusa politica: mancato incasso e programmazione La polemica è stata innescata da Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d'Italia. Attraverso una nota ufficiale, l'esponente della minoranza ha puntato il dito contro l'attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto. «Nonostante un meteo favorevole, con la chiusura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua e Pasquetta, l'amministrazione Cacciotto certifica la sua incapacità nel gestire uno degli attrattori più importanti del territorio», ha dichiarato Cocco, inquadrando la questione sotto il profilo puramente economico e gestionale.

Secondo l'analisi di Fratelli d'Italia, l'inaccessibilità del sito si traduce in «un danno economico da decine di migliaia di euro di mancato incasso per l'ente Parco», un fatto che smentirebbe nei fatti la narrazione politica sulla destagionalizzazione turistica. Cocco ha inoltre mosso una critica diretta alla gestione finanziaria: «Oltre il danno, con decine di migliaia di euro persi per la chiusura, l'Amministrazione Cacciotto prepara la beffa con uno stanziamento di 100mila euro per il Parco, ovviamente a spese dei contribuenti».

L'approccio etimologico e biologico: il letargo dei chirotteri Per disinnescare le supposizioni, è necessario analizzare i fatti biologici e l'architettura istituzionale che governano il Parco di Porto Conte. La direzione tecnica dell'ente ha chiarito che la chiusura non deriva da una carenza organizzativa, ma da un preciso vincolo ambientale. All'interno della Grotta Verde risiede una vasta colonia di chirotteri. Il termine deriva dalle parole greche cheir (mano) e pteron (ala): identifica i mammiferi comunemente noti come pipistrelli, le cui zampe anteriori si sono evolute per consentire il volo.

In questo periodo dell'anno, la colonia si trova in uno stato di "letargia invernale" (o letargo), una condizione metabolica di estrema vulnerabilità. Le basse temperature di questo inizio di primavera hanno ritardato il naturale risveglio degli animali. L'ingresso umano nella cavità modificherebbe i parametri di temperatura e umidità, causando un risveglio anticipato che porterebbe alla morte degli esemplari per mancanza di insetti di cui nutrirsi.

L'architettura del sistema: chi decide le aperture? La decisione di interdire l'accesso non è discrezionale. Il Parco di Porto Conte opera sotto le rigide autorizzazioni rilasciate dal Servizio valutazioni impatti e incidenze ambientali, un dipartimento tecnico dell'Assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente. È questo ente sovraordinato a stabilire cosa sia compatibile o meno con la sopravvivenza dell'ecosistema.

L'Ente Parco ha inoltre specificato di essere partner, insieme al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, il principale ente pubblico italiano dedicato alla ricerca scientifica), del progetto "Cavestour". L'iniziativa, finanziata da Interreg (il programma dell'Unione Europea per la cooperazione territoriale), ha proprio lo scopo di elaborare un modello di gestione sostenibile per le grotte, mediando tra attrattività turistica e conservazione. I primi accessi contingentati sono previsti non prima del mese di maggio, subordinatamente al risveglio definitivo dei chirotteri.

La replica istituzionale: tutela vs bigliettazione A stretto giro è giunta la replica della maggioranza attraverso Pietro Sartore, consigliere comunale del Partito Democratico (PD) e presidente della Commissione bilancio. Sartore ha respinto le accuse di Fratelli d'Italia, inquadrandole come frutto di una non conoscenza delle dinamiche biologiche e normative. «Se non fosse stato roso dall’ansia, prima di scrivere, avrebbe potuto appurare che in questa stagione l’apertura della Grotta Verde non è permessa, in quanto la normativa regionale tutela la colonia di chirotteri che popola la grotta», ha esordito il consigliere.

Sartore ha difeso la scelta di stanziare i 100mila euro dal bilancio comunale, spostando il fulcro del ragionamento dalla redditività alla protezione: «Il Parco nasce proprio con la primaria finalità della tutela del patrimonio ambientale e non per staccare qualche biglietto in più e nel contempo distruggere un ecosistema; ed è proprio in quest’ottica che l’Amministrazione ha, finalmente, deciso nell’ultimo bilancio di contribuire con proprie risorse alla gestione dell’Ente». Il rappresentante del PD ha poi chiosato duramente sulla metodologia dell'opposizione: «Intervenire su temi così specifici senza verificare preventivamente le informazioni diventa un boomerang che poi ti arriva in faccia».

Il contrasto tra l'esigenza di massimizzare gli introiti turistici nei periodi festivi e la rigidità dei cicli biologici impone una profonda riflessione sull'identità stessa delle aree protette: un Parco Naturale deve essere concepito primariamente come un'infrastruttura economica da sfruttare ad ogni occasione propizia, oppure l'attesa dei tempi dettati dalla natura rappresenta il vero e inestimabile valore aggiunto dell'offerta territoriale?

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