Il Sindaco risponde alle polemiche e traccia la rotta: nessuna demolizione, ma una rifunzionalizzazione strategica in accordo con la Regione. "Diventerà la casa di ricercatori e imprese digitali, in partnership con la Fondazione Bruno Kessler e l'Università di Sassari".
ALGHERO – In città si riaccende il dibattito sul futuro del "gigante di Maria Pia", con i Riformatori che ne invocano l'abbattimento definendolo un ecomostro irrecuperabile, l'amministrazione comunale guidata da Raimondo Cacciotto cala la sua carta e rilancia. Nessuna demolizione all'orizzonte, bensì una trasformazione radicale che vede la struttura al centro di un progetto ambizioso: "Inno Bay".
La visione: un distretto per l'innovazione nel Mediterraneo
Il Sindaco spazza via le ipotesi di tabula rasa e disegna un futuro in cui il Palazzo dei Congressi non è un problema, ma una risorsa chiave. "Nel nostro programma è centrale il progetto di far nascere ad Alghero e nel Nord Ovest della Sardegna un distretto dell’innovazione nel Mediterraneo, costruito attorno alla qualità della vita, alla ricerca, alla tecnologia e al benessere delle persone", dichiara Cacciotto.
L'obiettivo è trasformare Alghero in una "città universitaria e della ricerca", puntando su settori strategici come lo sport, l'agroalimentare avanzato e i servizi culturali.
Partnership di alto livello e lotta allo spopolamento
Il progetto si inserisce in un percorso di collaborazione istituzionale. Cacciotto cita partner di peso: "Dentro questo percorso si inserisce la collaborazione con una delle eccellenze della ricerca nazionale come la Fondazione Bruno Kessler e con l'Università di Sassari".
La filosofia alla base di "Inno Bay" è il contrasto allo spopolamento attraverso l'attrattività. Il Palazzo dei Congressi, opportunamente rifunzionalizzato di concerto con la Regione Sardegna, diventerebbe l'hub fisico dove "promuovere il benessere delle persone e rendere il territorio più attrattivo per famiglie, imprese e giovani talenti".
Investimenti già in corso
Il Primo Cittadino ricorda inoltre che la struttura non è immobile. Sono stati effettuati "recenti investimenti regionali per la riqualificazione della parte esterna", che oggi risulta "debitamente recintata, videosorvegliata, dotata di reti tecnologiche e aree esterne attrezzate, impianti sportivi e spazi ricreativi". Un dettaglio non trascurabile che l'amministrazione usa per respingere l'immagine di totale abbandono dipinta dai detrattori.
Una casa per i professionisti del digitale La scommessa di Cacciotto è quella di fare di Maria Pia il quartier generale della nuova economia. "Sarebbe sede ideale di un’alleanza che offre ai ricercatori, ai professionisti del digitale, agli imprenditori dell’innovazione la sede ideale nella Riviera del Corallo, dove vivere, lavorare, produrre ricerca e benessere".
La sfida è lanciata: da una parte le ruspe invocate dall'opposizione, dall'altra il distretto tecnologico sognato dal Sindaco. Ora la parola passa ai fatti.