Nuoro scopre il mare: lezioni di sicurezza in Piazza d’Italia

Lunedì 13 aprile il mare risale la costa e arriva a Nuoro. Piazza d'Italia si trasforma, per una mattina, in una banchina del porto. L'iniziativa, chiamata "Giornata del Mare", è promossa dalla Direzione Marittima del Nord Sardegna — l'ente che coordina le Capitanerie di Porto nel quadrante settentrionale dell'isola — in collaborazione con il Comune.

Dalle 10:00 alle 13:00, gli studenti delle medie lasceranno le aule per vedere da vicino come lavora chi salva vite in acqua. Niente teoria astratta: in piazza ci saranno mezzi e uomini.

La cultura del soccorso Cultura deriva dal latino colere: coltivare. In questo caso si coltiva la consapevolezza. La Guardia Costiera, che dipende dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spiegherà i propri compiti di ricerca e soccorso. I ragazzi potranno toccare con mano una moto d'acqua operativa e assistere all'apertura di una zattera di salvataggio. La zattera — termine di origine germanica che indicava un piano di tronchi legati — è oggi un dispositivo autogonfiabile fondamentale per la sopravvivenza in mare.

Insieme ai marinai saranno schierati i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Polizia Locale e i volontari della Vigilanza Antincendi Boschiva (VAB), l'associazione impegnata nel contrasto ai roghi. Un dispiegamento di forze che serve a illustrare l'architettura del soccorso pubblico.

Le istituzioni in piazza L’apertura ufficiale, alle ore 10:00, vedrà gli interventi del Sindaco e del Direttore Marittimo, alla presenza del Prefetto di Nuoro, Alessandra Nigro. Il prefetto — dal latino praefectus, "posto a capo" — rappresenta lo Stato nella provincia e coordina le forze di polizia e il sistema di protezione civile a livello locale.

Portare il mare a Nuoro è un paradosso geografico necessario. Serve a ricordare che la Sardegna è un’isola anche a chilometri di distanza dalle onde. La sicurezza e la tutela dell'ambiente non sono temi esclusivi delle località balneari. La domanda, però, rimane: basterà mostrare una moto d'acqua per radicare nelle nuove generazioni un rispetto profondo per l'ecosistema marino, o la cultura del mare dovrebbe diventare una materia di studio permanente nelle scuole sarde?

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