Memoria storica e diritti sul lavoro nel nuovo appuntamento della “Stagione Autunnale Teatro di Villaspeciosa 2025” organizzata da Abaco Teatro

  Domenica 26 ottobre alle 19,30 al Teatro Maria Carta in scena “QUEL MATTINO DI MARZO” firmato da L’Effimero Meraviglioso La “Stagione Autunnale Teatro di Villaspeciosa 2025” organizzata da Abaco Teatro sotto la direzione artistica di Rosalba Piras e inserita nel più vasto progetto “Arte e Sostenibilità”, prosegue con i suoi appuntamenti domenicali affrontando questa volta una delle pagine più significative della storia sarda con uno spettacolo di profonda risonanza civile. Domenica 26 ottobre alle ore 19,30 in scena “QUEL MATTINO DI MARZO” prodotto da L’Effimero Meraviglioso, un’opera scritta da Nino Nonnis che vede sul palco Carla Orrù, Michela Cidu, Daniela Musiu e Annalisa Serri dirette da Maria Assunta Calvisi. L’allestimento non è una semplice rappresentazione teatrale, ma un intenso atto di memoria che riscopre e restituisce al presente la fatale mattina del 18 marzo 1913, quando il crollo di una galleria presso il cantiere Genna Arenas della miniera di Buggerru, stroncò le vite di quattro donne cernitrici: Anna Rosa, una ragazzina che aveva appena lasciato l’infanzia, Maria, giovane sposa che portava in grembo un figlio mai nato, Laura, madre costretta al lavoro per il futuro della sua famiglia e Anna, anima battagliera e fiera attivista per i diritti dei minatori.

  Lo spettacolo rievoca in modo forte e suggestivo le atmosfere dei centri minerari sardi, luoghi oggi silenziosi e fatiscenti ma densi di un fascino quasi sacro e custodi silenziosi di innumerevoli storie spesso di ingiustizia e sopraffazione. Luoghi dove la memoria storica è ancora palpabile, sussurrata dai racconti dei più anziani, depositari dei fatti e delle figure dell’epoca. E proprio in questi scenari si consumò l’incidente sul lavoro del 1913, sotto la tirannia del famigerato Georgiades, il direttore francese di origine turca già noto per essere stato responsabile dell'eccidio del 1904, dove morirono tre minatori in protesta. Lo spettacolo immagina che, in un rito ciclico e ineludibile, le quattro protagoniste tornino a rivivere il loro destino, rievocando in un gioco di toni che spaziano dalla leggerezza all'ironia, momenti e ricordi della loro vita terrena, per poi ricadere, inevitabilmente, nel momento della loro scomparsa, come un'eterna cicatrice sulla tela della memoria collettiva sarda. Attraverso una narrazione intrisa di lirismo, supportata da musica evocativa e suggestioni visive, la messinscena celebra non solo le loro esistenze ma ne sottolinea la tenace forza d'animo, trasformando una vicenda di lutto in un inno al coraggio femminile e al valore della memoria storica come strumento di consapevolezza e speranza per il futuro. Prosegue inoltre, nel foyer del Teatro Maria Carta, la mostra fotografica “ATTACCATI ALLE RADICI” di Enrico Spanu. I suoi meravigliosi scatti in bianco e nero, raffinati nella tecnica della tricromia, offrono un percorso visivo magico volto alla scoperta degli alberi ultramillenari più imponenti e maestosi della Sardegna, autentiche sculture viventi che incarnano la sostenibilità e la resilienza del tempo che scorre, sfidando le intemperie della storia e della natura. La “Stagione Teatro di Villaspeciosa ottobre/dicembre 2025” è realizzata da Abaco Teatro con il Patrocinio del Comune di Villaspeciosa, il contributo della Regione Autonoma della Sardegna Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e della Fondazione di Sardegna.

Spettacolo

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