La Sardegna vara la maxi manovra per Sanità e welfare: pioggia di milioni per stabilizzare i precari, pagare i medici nei piccoli centri e assumere infermieri fissi nelle case di riposo.

Il Consiglio regionale esamina la variazione di bilancio illustrata dalla presidente Alessandra Todde. Sbloccati gli incentivi per i dottori nelle aree disagiate, i fondi per gli ospedali di comunità e gli aiuti alle famiglie per le rette delle strutture di accoglienza. La Regione Sardegna interviene pesantemente sui bilanci della sanità pubblica e delle politiche sociali varando una vasta manovra economica. La variazione di bilancio è stata illustrata in Consiglio regionale direttamente da Alessandra Todde, presidente della Regione con delega a interim alla Sanità, che ha snocciolato i numerosi impegni di spesa pensati per arginare la carenza di personale, potenziare l'assistenza territoriale e sostenere le fasce più deboli della popolazione. Il pacchetto di interventi mira a ridisegnare i servizi di prossimità, garantendo coperture finanziarie per i presidi medici periferici e per le strutture di accoglienza destinate ad anziani e disabili. Il capitolo più corposo riguarda proprio l'assistenza alle persone fragili. La Regione ha deciso di stanziare cinquantatré milioni di euro in tre anni per le strutture socio-sanitarie e le case di riposo gestite dai Comuni: questi fondi serviranno sia per garantire la presenza fissa di un infermiere all'interno delle residenze, assicurando un presidio medico continuo agli ospiti, sia per abbattere i costi delle rette pagate dalle famiglie in difficoltà economica, attraverso un fondo sperimentale da oltre otto milioni di euro. Per quanto riguarda i lavoratori, la manovra assicura la stabilizzazione del personale precario attualmente impiegato nei Piani Locali Unitari dei Servizi alla Persona, gli uffici territoriali che gestiscono gli aiuti ai cittadini, mettendo fine alle incertezze contrattuali. Vengono inoltre rafforzati i servizi a domicilio, integrando con quarantacinque milioni di euro nel triennio il programma "Ritornare a casa Plus", pensato per l'assistenza domiciliare ai malati gravi, e aggiungendo oltre un milione e mezzo di euro all'anno per finanziare il trasporto dei pazienti non autosufficienti. Il Reddito di Inclusione Sociale, la misura regionale di contrasto alla povertà, viene irrobustito con ulteriori 13,8 milioni, raggiungendo una dote complessiva di oltre cinquantadue milioni. Sul fronte strettamente sanitario, l'obiettivo principale è colmare i vuoti di organico nei territori periferici. La Giunta ha previsto un pacchetto di incentivi economici pari a 33,4 milioni di euro nel triennio per convincere medici e infermieri a prendere servizio nelle zone disagiate dell'Isola, integrando anche i fondi, con quasi due milioni all'anno, per le indennità destinate alle farmacie rurali che operano in aree isolate e con pochi abitanti. Per l'assistenza ambulatoriale specialistica, sono stati sbloccati 2,7 milioni di euro per finanziare gli incentivi ai professionisti e garantire la presenza medica nelle Case di Comunità. A proposito di edilizia sanitaria, dopo aver completato le strutture coperte dai fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Regione investirà venti milioni di euro nel 2026 per terminare la costruzione degli Ospedali e delle Case di Comunità rimasti fuori dal programma originario. A questa somma si aggiungono cinque milioni di euro per l'attivazione di circa quindici "Case di Comunità mobili", ovvero veri e propri ambulatori itineranti su ruote progettati per raggiungere periodicamente i paesi sprovvisti di presidi fissi. Un'ulteriore iniezione di 11,5 milioni andrà a potenziare la flotta e le basi dell'elisoccorso regionale. La variazione di bilancio affronta anche le necessità specifiche di diverse categorie di pazienti. Il documento assegna cinque milioni di euro all'anno per fornire gratuitamente i moderni sensori per il controllo costante della glicemia a una platea di circa ventimila pazienti diabetici in terapia insulinica o orale. Vengono inoltre riprogrammati i fondi, per 225mila euro annui, al fine di garantire l'erogazione gratuita dei farmaci di fascia C, solitamente a pagamento, per i malati rari che necessitano di terapie salvavita. Un premio economico da 2,3 milioni di euro è stato invece destinato a remunerare il personale sanitario impegnato nelle delicate attività di donazione, prelievo e trapianto di organi, un settore di eccellenza che vede la Sardegna ai vertici nazionali per numero di donatori. La manovra si allarga infine a interventi di natura sociale ed economica che spaziano dal contrasto allo spopolamento fino alle emergenze veterinarie. Cinquantasei milioni di euro nel triennio serviranno per incentivare l'insediamento nell'Isola di giovani con meno di quarant'anni, nomadi digitali e imprenditori disposti a trasferire la propria residenza e le proprie attività. Per la tutela dei minori sono stati previsti stanziamenti crescenti, fino a ottocentomila euro nel 2028, per potenziare l'istituto dell'affido familiare e finanziare percorsi di transizione dedicati ad adolescenti con patologie psichiatriche, riducendo l'inserimento in strutture chiuse. La Regione ha inoltre stanziato 1,3 milioni di euro per indennizzare i lavoratori delle imprese di pulizie esternalizzate che hanno prestato servizio negli ospedali durante l'emergenza Covid-19, e quasi due milioni di euro per rimborsare le Aziende Sanitarie Locali in merito agli indennizzi versati agli allevatori costretti ad abbattere il proprio bestiame a causa della dermatite nodulare contagiosa. Un ultimo allargamento delle maglie finanziarie permetterà di estendere le risorse per le politiche sociali anche a Caritas, Banco Alimentare e altri enti del terzo settore.

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