Lanusei, il coordinamento #GiùLeManiDallOgliastra chiede un impegno formale: “La politica decida, non prometta”

Il coordinamento #GiùLeManiDallOgliastra ha inviato ai capigruppo del Consiglio regionale della Sardegna una Lettera Aperta che torna a mettere al centro una questione che da anni attraversa il territorio: la riapertura del Punto Nascita del Presidio «N.S. della Mercede» di Lanusei.

Il documento, firmato dal portavoce Adriano Micheli, porta in Aula una richiesta precisa, senza fronzoli: definire tempi certi, risorse, responsabilità operative e un sistema di monitoraggio pubblico che renda verificabile ogni passo della Regione verso la riattivazione del servizio. «Non chiediamo promesse, ma decisioni. L’Ogliastra non può più aspettare», dichiara Micheli, sintetizzando il malessere di un territorio che negli ultimi anni ha visto svanire progressivamente vari servizi sanitari.

La Lettera Aperta, indirizzata alla Presidente Alessandra Todde, all’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi, alla Giunta, al presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e a tutti i capigruppo, nasce direttamente dalle famiglie e dai cittadini. Un’iniziativa che rappresenta l’ennesima levata di scudi di fronte a quella che viene percepita come una rinuncia forzata alla normalità sanitaria.

Il testo consegnato ai gruppi politici è netto: “siamo arrivati a un punto in cui non è più sufficiente prendere atto dei problemi. Serve assumersi responsabilità. Serve scegliere”. La chiusura del Punto Nascita, spiegano i promotori, è diventata il simbolo di una narrazione fatta di vincoli, limiti e numeri, mentre in altre zone d’Italia – con condizioni geografiche e demografiche simili – modelli innovativi hanno consentito di mantenere attivi i servizi.

Il coordinamento indica la strada: un Punto Nascita moderno, con équipe stabili integrate da specialisti che ruotano, una gestione tecnologica al servizio dei professionisti, una presa in carico che parte molto prima del parto e che non lascia sole le famiglie. Un modello che esiste già in altre regioni e che, secondo il documento, può diventare realtà anche a Lanusei se la politica sceglie di farlo.

Nella Lettera si sottolinea come la Regione possa intervenire con leve concrete: incentivi reali per attrarre ginecologi, pediatri e infermieri; alloggi; continuità contrattuale; collaborazione strutturata con i reparti più forti della Sardegna.
L’Ogliastra, si legge, non chiede un privilegio: chiede di non essere un’eccezione negativa.

La domanda posta al Consiglio regionale è volutamente diretta: “si può riaprire il Punto Nascita?”.
La risposta, affermano i promotori, non dipende da ostacoli tecnici, ma dalla volontà politica: “se la risposta è sì, le soluzioni esistono già”.

Per questo viene richiesto un impegno formale, scritto e verificabile: calendarizzare, discutere e deliberare entro tempi certi un percorso concreto per la riapertura del Punto Nascita di Lanusei.
«Non un generico “vedremo”, non un altro tavolo senza esito», scrive il coordinamento, ricordando che il futuro dell’Ogliastra passa anche da qui: dalla possibilità di nascere nel proprio territorio.

La firma è del portavoce Adriano Micheli, a nome dell’intero movimento.

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