Cabras: Finisce in cella il piromane di via Kolbe - i roghi notturni nascondevano i ricatti per la droga

I carabinieri arrestano un ventiseienne di Cabras accusato di aver incendiato diverse automobili tra gennaio e maggio per estorcere denaro nell'ambiente dello spaccio. Le indagini supportate dalle telecamere e dai pedinamenti hanno svelato la rete criminale.

I carabinieri della stazione di Cabras hanno arrestato un ventiseienne del posto con l'accusa di essere l'autore della serie di attentati incendiari che ha terrorizzato i residenti di via Kolbe tra i mesi di gennaio e maggio. Il giovane, un volto già conosciuto dalle forze dell'ordine, deve rispondere di tentata estorsione, violenza privata, spaccio di droga e danneggiamento aggravato e continuato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i roghi delle automobili parcheggiate in strada non erano atti di vandalismo casuali, ma veri e propri raid punitivi eseguiti insieme a un complice per spaventare le vittime. Le fiamme facevano parte di un piano preciso per estorcere denaro all'interno del mercato locale degli stupefacenti, di cui l'arrestato era considerato uno dei gestori principali nella piazza del paese lagunare.

La cattura è arrivata al termine di un'indagine partita immediatamente dopo i primi roghi. I militari locali hanno lavorato sotto la direzione della Procura della Repubblica di Oristano, l'ufficio che coordina le inchieste giudiziarie, con il supporto degli specialisti della Sezione Operativa della Compagnia di Oristano, il reparto che si occupa delle investigazioni più complesse e di muoversi in borghese sul territorio. Per mesi gli investigatori hanno incrociato le immagini delle telecamere di videosorveglianza con i risultati di lunghi pedinamenti e le testimonianze raccolte direttamente sul campo. L'Arma ha applicato una strategia basata sull'intervento simultaneo di più reparti, un metodo pensato per abbattere i tempi di reazione e fornire risposte immediate a una catena di reati che aveva generato un forte clima di paura per la sicurezza pubblica tra i cittadini di Cabras.

L'ordinanza che ha bloccato il ventiseienne è una misura cautelare, ovvero un provvedimento restrittivo firmato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano, la figura di garanzia chiamata a valutare la solidità delle prove raccolte dai carabinieri prima dell'inizio di un eventuale processo. La legge prevede che l'arrestato possa contestare il provvedimento attraverso i propri legali e, trovandosi ancora nella fase iniziale dell'inchiesta, rimane un presunto innocente fino all'emissione di una sentenza definitiva di condanna.

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