Nelle brume d’ottobre si tirano i conti. L’estate è finita, e con lei il flusso dei bagnanti, delle barche a noleggio e delle solite furberie sul demanio. Così la Direzione Marittima di Cagliari presenta il resoconto dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2025”, chiusa il 21 settembre dopo tre mesi di attività.
Dal 16 giugno, giorno d’inizio, la Guardia Costiera ha pattugliato 950 chilometri di costa, coinvolgendo 49 comuni e tre aree marine protette – Capo Carbonara, Capo Spartivento e la Penisola del Sinis con l’Isola di Mal di Ventre. Non solo motovedette: in campo anche mezzi aerei di Decimomannu e sommozzatori del 4° Nucleo Subacquei. Un dispositivo articolato, come direbbe un burocrate. In pratica: uomini e mezzi sempre pronti a tirare fuori qualcuno dai guai.
I numeri parlano chiaro. Diciotto le unità navali soccorse, motore in panne o incagliate. Trecentoquarantanove le persone tratte in salvo, quattro i decessi, dato stabile rispetto all’anno scorso. Più di settemila i controlli: stabilimenti balneari, traffico marittimo, diporto, uso del demanio. Ne sono usciti 340 verbali e 11 notizie di reato. Le solite storie: abusi demaniali, violazioni ambientali, attrezzature sequestrate a Narbolia, Arborea e Domus de Maria.
C’è anche un lato meno repressivo: la prevenzione. Quest’anno, nelle Aree Marine Protette, gli illeciti nel noleggio nautico sono diminuiti. Segno che le campagne di sensibilizzazione non erano solo carta da bollo. Merito pure della collaborazione: Comuni rivieraschi, Corpo Forestale, Croce Rossa, persino la Scuola Italiana Cani di Salvataggio. Tutti messi in rete già da aprile, come in una strategia militare ben pianificata.
Il caso più delicato? Villasimius, luglio: incendio a Punta Molentis, evacuazione della spiaggia. Qui il coordinamento ha funzionato: bagnanti portati via, nessun ferito grave. Un test imprevisto che ha mostrato la macchina in azione.
La Guardia Costiera parla di bilancio positivo. E in effetti i numeri lo confermano. Ma dietro la freddezza delle statistiche resta la sostanza: il mare continua a essere un luogo di libertà e di rischio. La storia insegna – già Tucidide ricordava che il dominio del mare è dominio della vita – che chi lo presidia non può abbassare la guardia.
Quest’anno, almeno, la rotta sembra tracciata. Poi, certo, l’estate prossima qualcuno proverà lo stesso a occupare un pezzo di spiaggia con ombrelloni abusivi. E toccherà di nuovo alla Guardia Costiera ricordare che il mare non è di chi arriva per primo con il lettino.